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La selezione (naturale) delle bufale

Non è l’affermazione più vera o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento #DarwinDay2020

Oggi è il #DarwinDay e, come ogni anno, saremo sommersi da una notevole quantità di citazioni fasulle.

Il titolo stesso di questo post è una parodia di una delle citazioni più presenti sui social network e non solo, dal momento che in ogni presentazione aziendale che (non) si rispetti c’è sempre una slide che riporta questa frase.

A rendere le cose ancor più grottesche è il fatto che quella del titolo non costituisce solo una citazione apocrifa ma tende anche a travisare il concetto di adattamento.

Sarebbe però interessante capire perché le citazioni apocrife si diffondano così facilmente.

Una spiegazione molto interessante ce la può offrire proprio il concetto di selezione naturale, di cui Darwin è stato, sotto diversi punti di vista, l’iniziatore!

Facciamo un esempio: ci è capitato sicuramente, in famiglia o tra amici o con i colleghi, di affermare cose sbagliate o esagerate (per errore o di proposito) e di essere stati creduti con una facilità addirittura superiore a quella con cui veniamo creduti quando facciamo affermazioni vere, precise e argomentate.

Ciò che ci sembra paradossale è meno sorprendente se analizziamo uno scenario molto accessibile e così ricco di esempi da poter essere considerato un laboratorio a cielo aperto: il mondo della proliferazione informativa come incubatore delle fake news.

Se confrontiamo il ciclo di vita delle notizie fondate e di quelle infondate ci accorgiamo di un interessante differenza.

Il ciclo di vita delle notizie fondate

Una notizia fondata si origina NECESSARIAMENTE da un fatto.

Naturalmente il fatto in sé non basta a far nascere la notizia, perché il fatto deve essere FECONDATO, ossia deve conosciuto da qualcuno, perché solo chi lo conosce può fecondarlo.

La notizia ha quindi bisogno di una gestazione: un’opinione pubblica insensibile (molto comune) è un ambiente ostile mentre solo un’opinione pubblica attenta e preparata (molto rara) è un ambiente favorevole.

Pertanto, se non c’è:

  • un fatto
  • una fonte di informazione
  • un’opinione preparata

la notizie fondata non nasce o, se nasce, muore rapidamente.

Pertanto, la notizia fondata non è dotata di un design prolifico.

Il ciclo di vita delle notizie infondate

Una notizia infondata si origina per gemmazione (variazioni sull’argomento), impollinazione (ricalco dello schema narrativo usato per altre notizie) o partenogenesi (fantasia pura). Si noti che, come nei primi due casi, la notizia infondata può nascere da una notizia fondata, mentre non è (quasi mai) possibile il contrario.

Naturalmente anche la notizia infondata deve essere fecondata (deve incontrare qualcuno che la diffonda): solo chi lo conosce può fecondarla MA ce ne sono così tante che è facile incontrare qualcuno che ne verrà a conoscenza.

Se mi vestissi così, mi crederebbero di più?

La notizia infondata infatti non ha bisogno di una gestazione selettiva: in primo luogo, il fatto stesso che sia venuta in mente a qualcuno la carica di un requisito fondamentale: la pensabilità! Inoltre, se sarà sopravvissuta al primo passaparola, questo sarà un indicatore sufficiente della sua fitness: probabilmente ha già tutti i requisiti per attirare l’attenzione di qualsiasi tipo di opinione pubblica: e più questa sarà disattenta (circostanza molto comune), più costituirà un ambiente favorevole.

Pertanto, ANCHE se non c’è:

  • un fatto
  • una fonte di informazione
  • un’opinione preparata

la notizia infondata può svilupparsi lo stesso. E se supera il primo passaparola, probabilmente non morirà mai.

Pertanto, la notizia infondata è un organismo prolifico.

Il successo della citazione riportata nel titolo

Torniamo quindi al titolo del post: perché la citazione in questione, pur essendo falsa, è forse la più conosciuta di Charles Darwin?

Proviamo ad applicare lo schema precedente:

Nascita: la citazione nasce insieme per “gemmazione” (variazioni sul tema dell’adattamento) e “impollinazione” (il pensiero finalistico che impollina il pensiero deterministico). In effetti, la relazione tra adattamento ed evoluzione è divenuta nel tempo un postulato più che la dimostrazione di un teorema.

Fecondazione: la citazione si è probabilmente diffusa nell’ambiente della formazione aziendale. Se la intendiamo come un “Puoi avere successo anche se non sei il più forte, basta che ti adatti” risponde infatti sia ai requisiti di carattere motivazionale (“Puoi avere successo anche se non sei il più forte…”), sia a quelli di carattere comportamentale che più stanno a cuore al management (“…basta che ti adatti!”).

Diffusione: sembra quindi facile che questa citazione sia sopravvissuta al primo meeting e che abbia avuto un’accelerazione virale ancora maggiore non appena un aula di manager ha provveduto a diffonderla ulteriormente. Una platea di vittime non solo poco attenta alla veridicità, ma spinta dal punto di vista motivazionale a diffondere la citazione ha costituito un ambiente più che favorevole

Ci permettiamo quindi di correggere la frase del titolo e di ricondurla a un più autentico spirito Darwiniano formulandola così:

Non è l’affermazione più vera o la più intelligente a proliferare, ma quella più adatta all’ambiente in cui circola.

Buon #DarwinDay2020