Programma – Lavoro Welfare e Pari Opportunità

Lavoro Welfare e Pari Opportunità

Politica del lavoro e sviluppo dell’occupazione, di tutela del lavoro e dell’adeguatezza del sistema previdenziale e di politiche sociali

7.1 Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi

Articolo 1 – Ambito e modalita’ di applicazione

1. Due persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale, non legate da vincoli di matrimonio, parentela in linea retta entro il primo grado, affinità in linea retta entro il secondo grado, adozione, affiliazione, tutela, curatela o amministrazione di sostegno, sono titolari dei diritti, dei doveri e delle facolta’ stabiliti dalla presente legge.

2. La convivenza di cui al comma 1 è provata dalle risultanze anagrafiche in conformità agli articoli 4, 13 comma 1 lettera b, 21 e 33 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, secondo le modalità stabilite nel medesimo decreto per l’iscrizione, il mutamento o la cancellazione. E’ fatta salva la prova contraria sulla sussistenza degli elementi di cui al comma 1 e delle cause di esclusione di cui all’articolo 2. Chiunque ne abbia interesse puo’ fornire la prova che la convivenza e’ iniziata successivamente o e’ terminata in data diversa rispetto alle risultanze anagrafiche.

3. Relativamente alla convivenza di cui al comma 1, qualora la dichiarazione all’ufficio di anagrafe di cui all’articolo 13, comma 1, lettera b, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, non sia resa contestualmente da entrambi i conviventi, il convivente che l’ha resa ha l’onere di darne comunicazione mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’altro convivente; la mancata comunicazione preclude la possibilita’ di utilizzare le risultanze anagrafiche a fini probatori ai sensi della presente legge.

4. L’esercizio dei diritti e delle facoltà previsti dalla presente legge presuppone l’attualità della convivenza.

5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche all’anagrafe degli italiani residenti all’estero.

6. Ai fini della presente legge i soggetti di cui al comma 1 sono definiti “conviventi”.

7. Il convivente non puo’ avviare altra procedura anagrafica ai sensi dei commi 2 e 3.

Articolo 1 bis L’unione civile può inoltre cessare a tutti gli effetti mediante una dichiarazione consensuale di scioglimento che le parti presentano all’ufficiale dello stato civile. L’unione civile può altresì cessare nel caso di richiesta di scioglimento presentata solo da una delle parti all’ufficiale dello stato civile e notificata all’altra parte entro cinque giorni. In tale ipotesi tutti gli effetti dell’unione civile sono protratti per un anno dalla data di presentazione della domanda di scioglimento, salvo che non sia diversamente stabilito per convenzione ai sensi dell’articolo 455-sexies. Nel corso di tale anno la richiesta unilaterale può essere ritirata e la situazione di unione civile è ripristinata automaticamente. Nel caso di scioglimento, e in assenza di convenzione ai sensi dell’articolo 455-sexies, le parti procedono di comune accordo alla divisione del patrimonio comune. Nel caso in cui l’accordo non sia possibile, il giudice, indipendentemente dalla titolarità o dal possesso dei beni, tenuto conto della consistenza del patrimonio costituito dalle parti con apporti di lavoro professionale e casalingo ai sensi degli articoli 177, 178 e 179, decide sulle conseguenze patrimoniali procedendo alla divisione del patrimonio ai sensi dell’articolo 194. È fatta salva la possibilità per le parti di agire per il risarcimento del danno eventualmente subìto. Articolo 2 – Esclusioni

1. Le disposizioni della presente legge non si applicano alle persone: a delle quali l’una sia stata condannata per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra o sulla persona con la quale l’altra conviveva ai sensi dell’articolo 1, comma 1, ovvero sulla base di analoga disciplina prevista da altri ordinamenti; b delle quali l’una sia stata rinviata a giudizio, ovvero sottoposta a misura cautelare, per i reati di cui alla lettera a; c legate da rapporti contrattuali, anche lavorativi, che comportino necessariamente l’abitare in comune.

Articolo 3 – Sanzioni

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di beneficiare delle disposizioni della presente legge, chiede l’iscrizione anagrafica in assenza di coabitazione ovvero dichiara falsamente di essere convivente ai sensi della presente legge, e’ punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da euro 3000 a euro 10000.

2. La falsa dichiarazione di cui al comma 1 produce la nullità degli atti conseguenti; i pagamenti eseguiti sono ripetibili ai sensi dell’articolo 2033 del codice civile.

Articolo 4 – Assistenza per malattia o ricovero

1. Le strutture ospedaliere e di assistenza pubbliche e private disciplinano le modalita’ di esercizio del diritto di accesso del convivente per fini di visita e di assistenza nel caso di malattia o ricovero dell’altro convivente.

Articolo 5 – Decisioni in materia di salute e per il caso di morte

1. Ciascun convivente puo’ designare l’altro quale suo rappresentante: a in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e volere, nei limiti previsti dalle disposizioni vigenti, per quanto attiene alle decisioni in materia di salute; b in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalita’ di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie, nei limiti previsti dalle disposizioni vigenti.

2. La designazione è effettuata mediante atto scritto e autografo; in caso di impossibilità a redigerlo, viene formato un processo verbale alla presenza di tre testimoni, che lo sottoscrivono.

Articolo 6 – Permesso di soggiorno

1. Il cittadino straniero extracomunitario o apolide, convivente con un cittadino italiano o comunitario, che non ha un autonomo diritto di soggiorno, puo’ chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno per convivenza, secondo le modalità e le condizioni stabilite da apposito regolamento da adottarsi, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro per i diritti e le pari opportunità e con il Ministro delle politiche per la famiglia, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Il cittadino dell’Unione europea, convivente con un cittadino italiano, che non ha un autonomo diritto di soggiorno, ha diritto all’iscrizione anagrafica di cui all’articolo 9 del decreto legislativo di attuazione della direttiva 2004/38/CE.

Articolo 7 – Assegnazione di alloggi di edilizia pubblica 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano tengono conto della convivenza di cui all’articolo 1 ai fini dell’assegnazione di alloggi di edilizia popolare o residenziale pubblica.

Articolo 8 – Successione nel contratto di locazione

1. In caso di morte di uno dei conviventi che sia conduttore nel contratto di locazione della comune abitazione, l’altro convivente puo’ succedergli nel contratto, purche’ la convivenza perduri da almeno tre anni ovvero vi siano figli comuni.

2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche nel caso di cessazione della convivenza nei confronti del convivente che intenda subentrare nel rapporto di locazione.

Articolo 9 – Agevolazioni e tutele in materie di lavoro

1. La legge e i contratti collettivi disciplinano i trasferimenti e le assegnazioni di sede dei conviventi dipendenti pubblici e privati al fine di agevolare il mantenimento della comune residenza, prevedendo tra i requisiti per l’accesso al beneficio una durata almeno triennale della convivenza.

2. Il convivente che abbia prestato attività lavorativa continuativa nell’impresa di cui sia titolare l’altro convivente può chiedere, salvo che l’attivita’ medesima si basi su di un diverso rapporto, il riconoscimento della partecipazione agli utili dell’impresa, in proporzione dell’apporto fornito.

Articolo 10 – Trattamenti previdenziali e pensionistici

1. In sede di riordino della normativa previdenziale e pensionistica, la legge disciplina i trattamenti da attribuire al convivente, stabilendo un requisito di durata minima della convivenza, commisurando le prestazioni alla durata della medesima e tenendo conto delle condizioni economiche e patrimoniali del convivente superstite.

Articolo 11 – Diritti successori

1. Trascorsi sei anni dall’inizio della convivenza, il convivente concorre alla successione legittima dell’altro convivente, secondo le disposizioni dei commi 2 e 3.

2. Il convivente ha diritto a un terzo dell’eredita’ se alla successione concorre un solo figlio e ad un quarto se concorrono due o piu’ figli. In caso di concorso con ascendenti legittimi o con fratelli e sorelle anche se unilaterali, ovvero con gli uni e con gli altri, al convivente è devoluta la metà dell’eredità.

3. In mancanza di figli, di ascendenti, di fratelli o sorelle, al convivente si devolvono i due terzi dell’eredita’, e, in assenza di altri parenti entro il terzo grado in linea collaterale, l’intera eredità.

4. Al convivente, trascorsi almeno sei anni dall’inizio della convivenza, e fatti salvi i diritti dei legittimari, spettano i diritti di abitazione nella casa adibita a residenza della convivenza e di uso sui mobili che la corredano, se di proprieta’ del defunto o comuni. Tali diritti gravano sulla quota spettante al convivente.

5. Quando i beni ereditari di un convivente sono devoluti all’altro convivente, l’aliquota sul valore complessivo netto dei beni prevista dall’articolo 2, comma 48, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, è stabilita nella misura del cinque per cento sul valore complessivo netto eccedente i 100.000 euro.

Articolo 12 – Obbligo alimentare

1. Nell’ipotesi in cui uno dei conviventi versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento, l’altro convivente e’ tenuto a prestare gli alimenti oltre la cessazione della convivenza, purché durata almeno tre anni, con precedenza sugli altri obbligati, per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza. L’obbligo di prestare gli alimenti cessa qualora l’avente diritto contragga matrimonio o inizi una nuova convivenza ai sensi dell’articolo

Articolo 13 – Disposizioni transitorie e finali

1. I conviventi sono titolari dei diritti e degli obblighi previsti da altre disposizioni vigenti per le situazioni di convivenza, salvi in ogni caso i presupposti e le modalità dalle stesse previste.

2. Entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, puo’ essere fornita la prova di una data di inizio della convivenza anteriore a quella delle risultanze di cui all’articolo 1, comma 2. La disposizione di cui al presente comma non ha effetti relativamente ai diritti di cui all’articolo 10 della presente legge.

3. Il termine di cui al comma 2 viene computato escludendo i periodi in cui per uno o per entrambi i conviventi sussistevano i legami di cui all’articolo 1, comma 1, e le cause di esclusione di cui all’articolo 2.

4. In caso di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio può essere fornita, entro tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza, da parte di ciascuno dei conviventi o, in caso di morte intervenuta di un convivente, da parte del superstite, la prova di una data di inizio della convivenza anteriore a quella dell’iscrizione di cui all’articolo 1, comma 2, comunque successiva al triennio di separazione calcolato a far tempo dall’avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale.

5. I diritti patrimoniali, successori o previdenziali e le agevolazioni previsti dalle disposizioni vigenti a favore dell’ex coniuge cessano quando questi risulti convivente ai sensi della presente legge. 6. I diritti patrimoniali, successori o previdenziali e le agevolazioni previsti dalla presente legge cessano qualora uno dei conviventi contragga matrimonio.

08/01/2013 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/1071.html

 

7.2 Scegliere il cognome tra quelli dei genitori

All’atto della registrazione in anagrafe di ciascun figlio, i genitori (o chi per essi) possono decidere di assegnare al figlio, alternativamente: • il cognome del padre, per intero • il cognome della madre, per intero • esattamente due cognomi{1}, presi uno dal padre e uno dalla madre, in un ordine a scelta

{1}: nel senso di “parole” o di “articolo+parola”. Tipo “Delli Carri” conta come singolo cognome, mentre “Padoa-Schioppa” conta come due.

08/01/2013 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/1088.html

 

7.3 Unione Civile

L’etimologia della parola Matrimonio implica un assegnamento ad un particolare genere, la madre femmina. Chiediamo che tale parola sia in futuro solo usata in ambito religioso. Dal punto di vista civile, tutte quelle forme di convivenza fra due persone legate da vincoli affettivi ed economici sono da trattarsi come Unione civile e perciò la definizione legale di unione civile è da orientare a quella dell’odierno matrimonio. Non ci possono essere differenziazioni riguardo al genere di persone che scelgono di formare un’ unione civile. Qualsiasi unione civile che si dimostri adatta, senza considerazione di genere, può prendere in adozione dei minorenni.

28/10/2015 https://agora.partito-pirata.it/initiative/show/6121.html

 

7.4 Spazi sottratti alla speculazione

Il PP-IT sostiene quanti intraprendano pratiche di riappropriazione e autodeterminazione di spazi urbani e rurali, sottratti alla speculazione, da destinarsi:

  • a finalità abitativa per quanti, italiani e migranti, non possano accedere al diritto alla casa in tutte le sue forme;
  • a percorsi con finalità socio-culturali, nel rispetto dei Diritti fondamentali, destinati all’intera cittadinanza senza alcuna distinzione.

08/07/2012 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/421.html

7.5 Reddito di esistenza

L’attuale sistema economico si fonda sul concetto di crescita illimitata che, nei fatti, corrisponde allo smantellamento delle risorse naturali, all’avanzamento tecnologico e all’aumento della popolazione, ossia dei consumatori. Tra questi tre fattori, l’unico auspicabile è quello del progresso scientifico e tecnologico, che di per se non è sufficiente per compensare i danni irreparabili all’equilibrio ecologico del pianeta, sofferente da un consumo esponenziale delle risorse naturali.

Solo a livello locale si può percepire anche una forma di crescita dovuta all’interscambio di merci, capace di creare un benessere che in realtà implica l’impoverimento o sfruttamento di altri. La popolazione mondiale sarà felice di doversi spartire sempre meno ricchezze tra sempre più mani?

L’automazione tecnologica sta rendendo sempre piú “posti di lavoro” superflui. Un’economia sostenibile non puó prescindere dal rivedere il concetto stesso di lavoro. Il progresso cambia la societá, ora è essenziale che anche l’economia cambi. Disegnare una societá nuova, non più incentrata sul lavoro, è possibile, una societá in cui tutti gli esseri umani godano di un Reddito di Esistenza sovvenzionato dalla produzione industriale, in modo che chi lavora ottenga di più, ma chi non può trovare lavoro trascorra una vita degna e libera da paure esistenziali.

La dipendenza dalla crescita economica nuoce all’umanità. L’economia mondiale del nuovo milennio deve essere sostenibile a livello locale e globale. A partire da ció, si configura un progetto a lungo termine che include una profonda riforma del sistema economico, tributario, finanziario e del welfare.

11/07/2012 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/445.html

Diritto di esistenza sicura e partecipazione sociale

Ogni persona ha diritto ad una esistenza sicura e alla inclusione sociale.

Il rispetto e la tutela della dignità umana è il più alto comandamento. Le persone possono vivere con dignità solo se i loro bisogni primari sono soddisfatti e la loro partecipazione sociale è assicurata. Nella nostra economia monetaria, ciò richiede un reddito.

Se un reddito può essere raggiunto solo attraverso il lavoro, dobbiamo assicurare la piena occupazione a proteggere la dignità di tutte le persone. Ecco perché la piena occupazione è stato l’obiettivo principale della politica economica del passato. Ci sono due percorsi da cui si è cercato di raggiungere questo obiettivo: attraverso provvedimenti economici che intendono creare posti di lavoro o attraverso lavori pubblici finanziati con l’obiettivo principale di assicurare sussistenza della gente. Entrambi percorsi richiedono notevoli finanziamenti pubblici e non portano direttamente al fine.

Se i fondi pubblici vengono utilizzati, tuttavia, questo deve essere fatto nel modo più efficace possibile. Dal momento che l’obiettivo è un reddito di sussistenza per tutti, tale reddito è da garantire a ciascun individuo direttamente. Solo in questo modo possiamo tutelare la dignità di tutte le persone senza eccezione. Così come noi forniamo la sicurezza pubblica, le vie di traffico e gran parte del sistema educativo senza una compensazione diretta, anche un sicuro sostentamento deve diventare una parte della nostra infrastruttura.

Noi Pirati siamo convinti che la stragrande maggioranza delle persone sfrutterà le opportunità fornite da un sicuro sostentamento per sviluppare il proprio pieno potenziale economico e sociale. Un’esistenza sicura crea spazio per l’autogestione dell’istruzione, della ricerca e dell’innovazione economica. Permette il volontariato, ad esempio avendo cura di parenti e bambini, il giornalismo indipendente, l’attività politica o la creazione di arte e software libero. Ne approfitta l’intera società.

Per questo motivo il Partito Pirata supporta soluzioni che garantiscano incondizionatamente un sicuro sostentamento e l’inclusione sociale pur sostenendo e favorendo la libertà economica. Vogliamo evitare la povertà, non la ricchezza.

13/08/2012 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/518.html


 

7.6 Abolizione degli ordini professionali

Il PP propone:

  1. abolizione dell’ordine dei giornalisti
  2. abolizione degli esami di stato per entrare negli ordini o albi di medici, avvocati, ingegneri
  3. assicurare che uno possa laurearsi in tale disciplina, solamente se possiede già tutti i requisiti per svolgere appieno la professione → dunque laureandoti automaticamente entri nell’ordine, a titolo gratuito
    1. ciò non toglie che tu ne possa essere espulso

Questa proposta si intende da completare, mantenendone lo spirito, per quanto riguarda tutti gli ordini professionali, albi e similari.

15/07/2012 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/463.html

 

7.7 Questione generazionale

I Pirati ritengono ineludibile il tema della Questione Generazionale.

Le governance gerontocratiche detengono il potere: le nuove generazioni scontano un gap fortissimo, in termini di cessione di diritti, addebitabile, principalmente, alle politiche recessive degli ultimi decenni prodotte da questi governi e dall’establishment economico-finanziario mondiale che ne condiziona pesantemente l’operato.

I Pirati ritengono assolutamente infondata la tesi di inerzia sociale delle nuove generazioni e individuano proprio nel fallimento dell’idea di democrazia rappresentativa la ragione della presenza marginale nella vita pubblica che costringe a sacrificare l’impegno civile.

L’assenza di espressioni progettuali di qualità, di medio e di lungo termine, è addebitabile alla gerontocrazia italiana seduta su politiche di conservazione e di gestione. Il PP-IT accoglie, a partire dal sedicesimo anno d’età, ogni uomo e ogni donna a bordo e ne incita la partecipazione attiva e consapevole in tutte le strutture pirata (accesso e votazioni in liquid feedback incluse).

I Pirati italiani sono coscienti che l’ e-democracy è una straordinaria opportunità di formazione civica ad appannaggio di chi comporrà la nuova umanità. A dispetto dei partiti tradizionali della vecchia politica, il PP-IT non costruisce recinti per giovani e giovanissimi (come le datate giovanili di partito) e invoglia invece alla partecipazione diretta su ogni singola questione.

I pirati italiani sono coscienti che alle giovani generazioni è negata la piena e buona occupazione, è pressocchè reso impossibile l’accesso alla previdenza sociale, è di fatto fortemente ridimensionato il diritto all’istruzione pubblica. Pertano i Pirati, per mezzo della democrazia liquida, stimolano le giovani generazioni a riscoprire passione civile e comunanza d’intenti, a condividere progetti, competenze, idee, traendo vantaggio dall’idea di cooperazione in avversione frontale all’idea di competizione.

In questo sforzo i pirati non dimenticano chi questo messaggio e questo aiuto non può accoglierlo perché in una condizione di partenza di profondo disagio: intere generazioni di uomini e donne giovani ‘parcheggiati’ nelle periferie, disoccupati o emarginati, oppure alla ricerca forsennata di strumenti per sostenersi nei percorsi di emigrazione diffusa.

Così come nell’immediato dopoguerra, oggi vi sono nuove povertà di cui i giovani, senza salario adeguato e senza casa, mortificati nei diritti e nelle possibilità, pagano il prezzo più alto della crisi economica.

Consci della complessità della Questione Generazionale, i Pirati Italiani attuano una politica di accoglienza nella comunità pirata, facilitano la diffusione di una coscienza generazionale, promuovono ogni attività per immettere nella vita pubblica ogni misura per sostenere il diritto al Futuro Felice di ogni uomo e donna giovane.

Il Partito Pirata Italiano, consapevole della portata planetaria del tema, facilita le relazioni fra i giovani pirati d’Europa in quanto consapevole dell’incidenza della globalizzazione di sistema e contribuisce a promuovere la Questione Generazionale in Europa e nel Mondo.

Il PP-IT è cosciente che per costruire l’Europa politica dei popoli, in contrapposizione all’idea di Europa dei mercati e delle lobby finanziarie, è necessario l’impegno di tutte e tutti a fianco della Nuove Generazioni consapevoli, pacifiche e determinate, alla testa del Movimento.

01/11/2012 https://agora.partito-pirata.it/initiative/show/1220.html

 

7.8 Contro la violenza e la discriminazione per motivi di orientamento sessuale

Estensione ai casi di discriminazione per motivi di orientamento sessuale della L. n° 205 del 25/6/93, detta “Legge Mancino”. La legge in questione prevede una serie di pene, di aggravanti, di norme processuali, di prevenzione e di polizia per la persecuzione di atti fondati sulla discriminazione, l’odio o la violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. SI chiede che la legge in questione ogni volta che recita: “per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”, venga modificata come segue: “per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o inerenti all’orientamento sessuale o all’identità sessuale della vittima”. Includendo con quest’ultima specificazione anche la discriminazione e la violenza in danno delle persone transessuali e transgender (ma anche, perché no, le forme di misoginia nelle espressioni di pura, violenta discriminazione).

24/02/2013 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/1474.html

 

7.9 I pirati ritengono che la MOLESTIA SESSUALE sia un REATO CONTRO LA PERSONA

I pirati ritengono che le molestie sessuali siano un reato contro l’integrità psichica della persona e, pertanto, vadano punite. Ovviamente, le norme relative alle molestie sessuali, si andranno ad aggiungere alle norme già presenti nella nostra legislazione, sia per quanto riguarda la molestia genericamente intesa (ex art. 660 c.p., riguardante le contravvenzioni concernenti l’ordine pubblico e la tranquillità pubblica) sia per quanto già previsto dal codice penale in materia di abuso, violenza sessuale, violenza privata, atti persecutori (stalking).

09/03/2013 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/1554.html

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