Programma – Economia e Finanze

Economia e Finanze

Politica economica, con particolare attenzione all’analisi dei problemi economici, monetari e finanziari sia interni che internazionali

2.1 Diritto ad una Fornitura Leale

Il Partito Pirata Italiano intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad ottenere una fornitura di Beni e Servizi che sia caratterizzata dalla massima lealtà nei suoi confronti da parte del Fornitore.

Il Diritto ad una Fornitura Leale viene violato ogni volta che vengono imposti dei limiti arbitrari al Bene od al Servizio che viene fornito. Consideriamo casi eclatanti di violazione di questo diritto le limitazioni sul traffico Internet imposte dai fornitori di accesso (Traffic Shaping e Filtering) e le limitazioni imposte al funzionamento dei PC da parte dei produttori grazie a molte tecnologie di tipo DRM (Digital Rights Management – Sistemi di protezione del Diritto d’Autore) e di tipo Trusted Computing.

Consideriamo assolutamente inaccettabili le limitazioni d’uso imposte ai sistemi per pure ragioni di marketing, come la limitazione d’uso a sola Game Console della XboX di Microsoft (che, di fatto, è un vero PC). Consideriamo assolutamente inaccettabili le limitazioni d’uso imposte ai sistemi per pure ragioni di strategia aziendale, come l’uso di formati proprietari che limitano la possibilità di interazione con sistemi equivalenti prodotti dalla concorrenza e come l’assenza delle opportune funzioni di import/export necessarie a scambiare dati con sistemi equivalenti prodotti dalla concorrenza.

La fornitura di un Bene o di un Servizio deve essere improntata alla sua massima utilizzabilità sul mercato ed alla sua massima versatilità d’impiego.

2.2 Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione

Il Partito Pirata Italiano intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad avere la più totale liberta di scelta nell’acquisto di Beni e Servizi e nel loro uso dopo l’acquisto.

Il Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione viene violato ogni volta che il cittadino/consumatore viene obbligato o condizionato ad un acquisto a causa della esistenza di vincoli imposti dai suoi fornitori. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la politica di molte aziende che non forniscono strumenti adatti per l’interazione dei loro sistemi con sistemi prodotti dalla concorrenza o l’integrazione dei loro sistemi in sistemi di complessità superiore (scarsa o nulla interoperabilità).

Il Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione viene violato ogni volta che al cittadino/consumatore viene negato un particolare tipo di utilizzo di un bene regolarmente acquistato senza che questo utilizzo rappresenti un danno diretto per il fornitore. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la negazione del diritto al Reverse Engineering dei sistemi quando questa attività non è rivolta al superamento dei sistemi di protezione del diritto d’autore (“Digital Rights Management – Sistemi di protezione del Diritto d’Autore”>DRM) , bensì all’interazione con altri sistemi od all’integrazione in sistemi di complessità superiore.

2.3 Imprenditoria

Il PP si impegna a:

  1. eliminare gli studi di settore;
  2. eliminare altresì tutti i costi fissi che non siano proporzionali all’effettivo guadagno, come per esempio il contributo minimo obbligatorio INPS;
  3. istituire una commissione di studio dedicata a esaminare, al fine di rimuoverli, tutti gli ostacoli verso l’avvio di un’attività.

18/07/2012 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/475.html

2.4 Bce prestatore di ultima istanza, euro dei popoli

Il partito pirata si impegna a cercare in primo luogo soluzioni comunitarie ai problemi creati dai limiti di mandato imposti alla Banca Centrale Europea. Forte della sua vocazione internazionalista e della valorizzazione della rete che permette la partecipazione diretta dei cittadini all’elaborazione, il partito pirata si trova in una posizione privilegiata per avviare trattative sulla politica monetaria che partano dai popoli e non dai governi. Siamo molto preoccupati per le possibili conseguenze traumatiche di una dissoluzione dell’area europea dettata dall’emergenza, ci incamminiamo quindi in un percorso responsabile nei confronti dei popoli di tutto il mondo, i cui interessi sono oramai inestricabilmente legati alla risoluzione dei gravi problemi dell’economia globale.

02/01/2013 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/1019.html

2.5 Ripensare il PIL

Perché ripensare il PIL?

Perché il problema di tale indice è che prende in considerazione tanto le attività economiche a valenza positiva quanto quelle a valenza negativa: se un paese investe risorse pubbliche negli armamenti, nella costruzione di carceri, nel potenziamento delle forze di polizia, o nella bonifica di un ambiente inquinato, IL SUO PIL AUMENTA COMUNQUE!!!

Attualmente esistono molti modelli alternativi di valutazione per misurare la prosperità economica basati su indicatori della qualità della vita più che sul puro e semplice “prodotto aggregato lordo dell’economia”:

– ISEW (INDEX OF SUSTAINABLE ECONOMIC WELFARE); – FISH (FORDHAM INDEX OF SOCIAL HEALTH); – GPI (GENUINE PROGRESS INDICATOR); – IEWB (INDEX OF ECONOMIC WELL-BEING); – HDI (HUMAN DEVELOPMENT INDEX – ONU).

Questi nuovi indici misurano il miglioramento generale del benessere della società e includono rilevanti statistiche sulla mortalità infantile, l’attesa di vita, la disponibilità di assistenza sanitaria, il livello medio di istruzione, la retribuzione settimanale media, le iniziative di lotta alla povertà, di disuguaglianza della distribuzione del reddito, la disponibilità di alloggi, la salubrità dell’ambiente, la bio-diversità, i tassi di criminalità, la quantità di tempo libero disponibile etc etc.

La natura collaborativa è in radicale contrasto con la teoria economica classica, che tanto ha enfatizzato sull’ipotesi che l’interesse individuale nel mercato sia l’unica forza in grado di orientare la crescita economica. Se per calcolare il benessere è necessario un concetto condiviso della responsabilità collettiva nei confronti della vasta comunità alla quale apparteniamo, allora è imperativo promuovere una seria discussione interdisciplinare che sfoci in una nuova sintesi tra economia teorica e pratica, che faccia emergere un nuovo sistema economico esplicativo (in allegato al nuovo paradigma).

10/11/2012 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/770.html

2.6 No al grande fratello fiscale, no alla presunzione di reddito

Il Partito Pirata e’ consapevole che l’evasione fiscale e’ un crimine che danneggia tutti ed e’ favorevole all’uso della tecnologia al fine di identificare potenziali situazioni da sottoporre a verifica ma dice no alla costituzione di un grande fratello fiscale mediante raccolta massiva e generalizzata di informazioni riguardanti le piccole spese dei cittadini.

Attualmente il fisco ha accesso alle informazioni riguardanti i beni immobili, i beni mobili registrati ed i conti correnti dei cittadini. Il fisco ha quindi informazioni piu’ che sufficienti per individuare situazioni fortemente incoerenti da sottoporre a verifica. Il Partito Pirata non ritiene necessario scendere ad un livello di dettaglio maggiore anche in considerazione del fatto che la semplice presenza di dati raccolti implica sempre il pericolo di abuso.

Il Partito Pirata si batte per un fisco efficiente e corretto. Onere della prova a carico dei cittadini chiamati a difendersi e cartelle esattoriali emesse in base a presunzioni di reddito sono concetti che non possono trovare spazio in uno stato di diritto.

28/02/2013 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/1496.html

2.7 Riforma del Brevetto

Il Partito Pirata Italiano intende promuovere una estesa azione di riforma della legislazione che riguarda il Brevetto (Patent), al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, quelli degli inventori e quelli della società nel suo complesso.

L’elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che i materiali protetti da brevetto rappresentano la Tecnologia di una Nazione e come tale possono essere sottoposti a vincoli di utilizzo solo per brevi periodi di tempo e solo per determinate applicazioni di carattere commerciale.

L’accesso ad alcuni tipi di queste conoscenze ed ai prodotti che ne derivano, in particolar modo nel campo della medicina, deve essere garantito anche per coloro che non possono permettersi l’accesso al mercato per ragioni economiche, ad esempio grazie ad opportune sovvenzioni o attraverso l’opera di pubbliche strutture.

Il Partito Pirata Italiano vuole garantire che le popolazioni locali non siano ingiustamente private dei materiali e delle tecniche (culinarie, mediche e di altro tipo) che fanno parte della loro tradizione a causa di un brevetto.

Il Partito Pirata Italiano vuole garantire che non sia possibile sottoporre a brevetto un qualunque elemento del nostro ecosistema, dal DNA all’essere vivente nel suo complesso. Il Partito Pirata Italiano vuole garantire che non sia possibile sottoporre a brevetto idee astratte, codice per computer, algoritmi e formule matematiche.

Il Partito Pirata Italiano vuole ottenere il riconoscimento del diritto di un governo sovrano ad espropriare un brevetto in caso di necessità. Il Partito Pirata Italiano intende chiedere che su queste questioni venga delegato a decidere un organismo sovrannazionale e super partes di cristallina affidabilità, come potrebbe essere l’ONU od il Parlamento Europeo.

Il Partito Pirata Italano vuole garantire che i brevetti non vengano utilizzati per impedire l’accesso dei cittadini ad una tecnologia, per impedire l’accesso al mercato ad aziende concorrenti o come strumento di scambio tra aziende. In tutti questi casi, riteniamo che sia necessario l’annullamento immediato del brevetto.

Il Partito Pirata Italiano vuole garantire che i brevetti siano validi solo nella misura in cui vengono effettivamente utilizzati per rendere disponibile una tecnologia sul mercato. Riteniamo che un brevetto che non viene utilizzato, per qualunque motivo, debba essere annullato dopo solo un breve periodo di attesa.

2.8 Riforma del Trademark

Il Partito Pirata Italiano intende promuovere una modesta azione di riforma della legislazione che riguarda i Marchi, i Disegni ed i Modelli, al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici (aziende) e quelli dei consumatori.

In particolare, il Partito Pirata Italiano vuole garantire che non sia possibile sottoporre alla registrazione di Marchio dei nomi e dei simboli che già caratterizzano delle realtà simboliche riconosciute ed utilizzate dalla popolazione ma ancora non consolidate (ad esempio, neologismi non ancora inseriti in nessun dizionario ma già ampiamente riconosciuti dalla popolazione).

Il Partito Pirata Italiano vuole garantire che le popolazioni locali non siano ingiustamente private delle denominazioni dei prodotti e delle tecniche che fanno parte della loro tradizione a causa di un marchi che viene registrato da una azienda o da un consorzio di aziende.

Il Partito Pirata Italiano vuole garantire che non sia possibile sottoporre a registrazione di Disegno o Modello idee astratte, o comunque vaghe, di un prodotto, ma solo una sua effettiva e ben definita implementazione stilistica. Lo scopo finale di questo intervento è quello di permettere una più ampia concorrenza sul mercato, tra operatori diversi, in settori in cui l’elemento predominante è di tipo stilistico (prodotti di moda) o di tipo produttivo (prodotti alimentari tipici).

Riforma del Segreto Industriale

Il Partito Pirata Italiano intende promuovere una estesa azione di riforma della legislazione che riguarda il Segreto Industriale, al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici (aziende), quelli dei consumatori, quelli dei ricercatori e quelli della società nel suo complesso.

L’elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che le informazioni raccolte durante il lavoro di ricerca all’interno delle aziende e delle università sono un bene di pubblica utilità, che deve entrare a far parte del pubblico dominio nel minor tempo possibile. A questo fine, il Partito Pirata Italiano intende riconoscere alle aziende il diritto ad un breve periodo di riservatezza, utile alla stesura di una richiesta di brevetto od alla conclusione di una parte sostanziale del processo di ricerca e sviluppo.

Il Partito Pirata Italiano intende anche chiedere che i ricercatori dell’industria siano liberi di rendere pubbliche le informazioni da loro raccolte in tempi brevi, dell’ordine di non più di 3 anni, dal momento della rivelazione delle informazioni al management aziendale.

Il Partito Pirata Italiano intende chiedere che il ricercatore sia tenuto per legge a divulgare immediatamente ogni informazione che possa contribuire a salvare vite umane o che possa evitare danni alla salute dei cittadini od all’ambiente in cui essi vivono.

2.10 Legalizzare e normare la c.d. Sharing Economy

Il Partito Pirata ritiene necessario adattare le leggi sull’imprenditoria privata all’emergere di quei fenomeni -comunemente riassunti con l’espressione “Sharing Economy“- in cui si utilizza una piattaforma informatica in Rete per permettere ai privati cittadini di condividere spese e consumi con altri, ovvero di esercitare prestazioni a pagamento.

In particolare il legislatore dovrà:

  1. Affermare la legalità delle suddette attività;
  2. Individuare e distinguere le piattaforme che si pongono come esclusivo scopo la condivisione di beni (e relative spese) tra privati da quelle che puntano a favorire l’erogazione di prestazioni lavorative retribuite;
  3. Superare il sistema delle licenze a pagamento e prevedere adeguate forme di rimborso/compensazione per chi le ha pagate;
  4. Normare le attività di Sharing Economy adeguando le leggi in materia di tutela dei consumatori e di tassazione (in particolare affermando che le entrate derivanti dall’esercizio di queste attività costituiscono a tutti gli effetti fonte di reddito, e dunque sono soggette a tassazione secondo le norme di legge).

18/08/2015 https://agora.partito-pirata.it/initiative/show/6114.html

 

Flattr this!