Programma – Ambiente

Ambiente

Tutela e salvaguardia dell’ambiente e del territorio

6.1 Sostenibilità dell’Ambiente

Libertà per le generazioni future

Il Partito Pirata significa sostenibilità. Perciò vogliamo garantire che le basi per una dignitosa esistenza libera esistano anche in futuro. Un prerequisito è un uso trasparente e responsabile delle risorse naturali.

Proteggere i mezzi di sussistenza

Vogliamo mantenere un ambiente sano e naturale. Questo significa una riduzione di inquinanti rilasciati nel nostro ambiente e la tutela e il ripristino di aree naturali, in particolare quelle con elevata biodiversità.

Uso delle Risorse

Noi esigiamo un uso responsabile delle risorse. Risorse fossili e rigenerative devono essere usate in modo sostenibile. Per conservare opportunità alle generazioni a venire, le risorse generative devono essere usate su larga scala e sostituire, dove possibile, le risorse fossili e rigenerative.

Politica Energetica

Vogliamo un’infrastruttura energetica rispettosa dell’ambiente e sicura a lungo termine. Ciò significa un cambiamento da risorse di energia fossile a risorse generative e rigenerative. Le risorse rigenerative devono essere utilizzate secondo il principio della sostenibilità e non devono competere con altri obiettivi ambientali. Inoltre, vogliamo un struttura di produzione trasparente e decentralizzata. Solo in questo modo possiamo garantire la partecipazione di tutti i cittadini ed evitare monopoli.

13/08/2012 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/517.html

 

6.2 Politica ambientale per la cancellazione dell’amianto

Il Partito Pirata Italiano propone e sostiene una politica ambientale di cancellazione definitiva dell’amianto.

I tre punti principali sui quali si fonda la posizione politica sono:

1 – Mappatura puntuale dell’amianto sull’intero territorio italiano. Vale a dire iniziare con un censimento completo delle coperture/tetti d’amianto, da eseguire con tecnica aerofotogrammetrica e/o con autocensimento basato su obbligo di risposta (un esempio da imitare, al quale riferirsi/ispirarsi è il Comune di San Lazzaro di Savena, Bologna); e poi per pianificare un censimento dell’eternit friabile, con valutazione delle priorità (Scuole, Ospedali, Supermercati, ecc…).

2 – La bonifica può avvenire tramite sostituzione del tetto d’amianto con materiale non nocivo o con pannelli fotovoltaici, così da avere anche un ritorno in energia alternativa, convertendo un problema in una risorsa, con sviluppo di occupazione e di investimenti.

3 – Lo smaltimento dell’amianto tramite trattamenti di inertizzazione delle fibre (l’altro metodo è la discarica). E’ preferibile inertizzare le fibre trasformandole in composti cristallini innocui (da riutilizzare poi, ad esempio, nell’edilizia o nell’industria della ceramica), senza consumare il territorio e senza lasciare pericolose eredità al “futuro nascituro”.

E’ bene sapere che l’inertizzazione presenta criticità riguardo il consumo energetico, l’impatto ambientale e l’effettiva capacità di eliminare le fibre, ma nonostante ciò, si sceglie di favorire tale metodologia di smaltimento (ovviamente pretendendo tutti i controlli necessari) al fine di rendere superata la necessità di ricorrere a discariche.

Conclusione

La vera prevenzione contemporanea è la bonifica degli ambienti di vita; in primis, degli edifici pubblici, evidentemente da realizzare con fondi pubblici. E’ chiaro che bisognerà valutare attentamente gli investimenti prioritari, sopratutto se i fondi a disposizione risulteranno essere insufficienti.

Per le zone private, in modo particolare per le aree dismesse industriali, occorrerebbe un’azione più decisa nei confronti dei responsabili, che invece dovranno intervenire a loro spese.

12/12/2012 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/885.html

 

6.3 Imposte ambientali e sul rispetto del lavoro

Il Partito Pirata Italiano ritiene ragionevole che siano colpiti da imposte, sociali o ambientali, quei prodotti che provengono da paesi che non adottano norme a tutela di lavoratori e ambiente paragonabili a quelle europee

L’europa si e’ data delle regole severe ma permette a terzi di diffondere nel proprio spazio economico prodotti realizzati nel totale disprezzo di misure anche minime di tutela ambientale o sicurezza sul lavoro. Questo atteggiamento non combatte l’inquinamento che viene semplicemente trasferito su altri suoli e non tutela i lavoratori dei paesi in via di sviluppo; in compenso sta distruggendo la nostra economia a tutti i livelli: industria, manifattura ed agricoltura. Attualmente si salva giusto l’alta tecnologia, i servizi, il lusso e qualche piccola nicchia di prodotti alta qualità’, ma può una comunità’ di 500 milioni di individui prosperare basando tutto su qualche piccola nicchia di mercato?

https://agora.partito-pirata.it/initiative/show/2189.html

 

6.4 Trattato di messa al bando dell’heavy fuel oil

L’attuale implementazione della globalizzazione non tiene conto dei problemi ambientali che causa il suo abuso di trasporti marittimi, usando heavy fuel oil per carburante. Tale residuo denso della distillazione petrolifera è altamente inquinante: quindici navi da trasporto sono sufficienti per infestare il mare e l’atmosfera con altrettanta anidride solforosa quanto l’intera flotta mondiale di automobili. I Pirati promuovono un trattato internazionale che metta progressivamente al bando l’olio pesante come combustibile, cominciando dal consumo nelle centrali nel nostro paese.

30/01/2013 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/1332.html

 

6.5 Rete elettrica open Source

Il PP incorpora nei propri obiettivi le segg. argomentazioni.

Ogni componente dei nostri apparati elettrici attuali, dai trasformatori, contatori, interruttori fino agli elettrodomestici che abbiamo in casa è stato progettato sulla base del presupposto che l’energia fluisca a senso unico, da una serie di generatori di larga scala al consumatore. Tale approccio è inefficiente.

Abbiamo semplicemente bisogno di una rete elettrica intelligente decentrata e trasparente, grazie a cui le persone e le apparecchiature sparse ovunque possano creare capacità e valore. Sotto molti aspetti le argomentazioni a favore di Rete Elettrica Intelligente basata su standard aperti sono parallele a quelle dell’internet aperto.

La rete intelligente sfrutterebbe il tessuto connettivo di internet per connettere milioni e in prospettiva miliardi di elettrodomestici, centrali sussidiarie, generatori elettrici sparsi in tutto il pianeta dando vita a una rete pensante e programmabile.

Una gestione della rete energetica come piattaforma aperta consentirebbe , ad esempio agli sviluppatori software di creare applicazioni per aiutarci a ridurre i consumi, analizzare i dati relativi all’utilizzo di elettrodomestici o le abitudini inefficienti, suggerire sconti speciali per acquisto di apparecchi o elettrodomestici efficienti.

Per esempio alcuni progetti pilota avuti luogo in Europa mostrano fino a che punto possa spingersi l’idea della rete elettrica open source. Nelle città di Manchester, Birmingham, Bristol (uk); Rise (bulgaria); Cluj (romania), alcune unità domestiche sono state equipaggiate con sofisticati contatori intelligenti e reti dotate di sensori che monitorano i consumi energetici, l’efficienza e le emissioni complessive per generare in tempo reale un’impronta carbonica.

Gli utenti aprono un’interfaccia online per analizzare le fonti delle loro emissioni, confrontare la loro abitazione con il resto del quartiere, effettuare proiezioni dei risparmi che possono accumulare o controllare l’utilizzo di energia in remoto.

Ogni unità domestica coinvolta ha ricevuto una Dotazione Carbonica Individuale e ha iniziato a partecipare ad un mercato di scambio delle emissioni domestiche. La DCI fissa un limite relativo alle unità domestiche, e il mercato consente ai partecipanti di comprare e vendere quote a seconda del proprio bilancio carbonico.

Le autorità normative (uk) ipotizzano che tali meccanismi di scambio possano aprire la strada all’introduzione di un sistema Cap & Trade ( http://it.wikipedia.org/wiki/Cap_and_trade ) nazionale esaustivo applicato agli individui oltre che alle imprese.

A ogni cittadino adulto verrebbe assegnata una dotazione carbonica che sarebbe autorizzato ad emettere attraverso attività come la guida, i viaggi aerei, la manutenzione della casa etc etc.

Chi superasse la propria quota di emissioni spostandosi a bordo di auto di grossa cilindrata, vivendo in case di grandi superfici e/o viaggiando spesso in aereo acquisterebbe quote aggiuntive dalle persone che non ne avrebbero bisogno per la scarsa entità delle loro emissioni. Sarebbero le persone appartenenti alle fasce reddito più basse a guadagnarci.

Sarebbe più difficile ignorare le proprie responsabilità individuali – riguardo ai danni all’ambiente, alla biosfera e al cambiamento climatico – se il contatore intelligente in casa nostra non si limitasse a mostrare l’impronta carbonica ( http://it.wikipedia.org/wiki/Impronta_ecologica ) in tempo reale ma confronta il punteggio ottenuto alla media del quartiere e ti fornisce una serie di suggerimenti per migliorare.

24/12/2012 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/886.html

 

6.6 Case dell’acqua

Incentivare la realizzazione delle Case dell’acqua a livello comunale.

Vantaggi delle Case dell’acqua

  • Si stima che ogni singola “Casa” eroghi 2.500 litri ogni giorno, che equivalgono a circa 1.700 bottiglie in plastica da un litro e mezzo. In un anno, quindi, prelevando l’acqua dalle “Case dell’acqua” non si utilizzano circa 620 mila bottiglie. Dato che tradotto in numero di mezzi pesanti circolanti per il trasporto delle confezioni d’acqua significa 65 tir in meno su strade e autostrade.
  • I vantaggi ambientali non si fermano qui: approvvigionandosi a una “Casa dell’acqua”, ogni anno, si evita di produrre (e smaltire) 20 tonnellate di Pet e, di conseguenza, si risparmiano 35 tonnellate di petrolio e 300 metri cubi di acqua. Trentacinque tonnellate di petrolio, tradotte in emissioni in atmosfera, corrispondono a 30 tonnellate di CO2 e 350 chilogrammi di monossido di carbonio.
  • In generale, le circa 50 Case dell’acqua realizzate dalle quattro società, consentono, ogni anno, di non produrre circa 30 milioni di bottiglie di plastica, non far viaggiare 3.200 tir, non consumare 1.750 tonnellate di petrolio e 15 mila metri cubi d’acqua, non immettere in atmosfera 1.500 tonnellate di CO2 e 17.500 chilogrammi di monossido di carbonio (CO).

Gli altri vantaggi

Questi i vantaggi economici e ambientali del fenomeno “Casa dell’acqua”. Ma la “Casa”, si sa, ha altre esternalità positive: è diventata punto cittadino di aggregazione e di socializzazione, elemento del nuovo paesaggio urbano, luogo di diffusione della comunicazione tra Comune e cittadini, esempio concreto di promozione di comportamenti sostenibili dal punto di vista ambientale. La “Casa”, infine, è anche l’occasione per ripristinare un rapporto fiduciario tra il pubblico (il gestore del servizio) e il cittadino (utente).

16/01/2013 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/1158.html

 

6.7 Tutela del territorio – Grandi opere

Il Partito Pirata Italiano promuove la difesa del territorio e delle comunità locali sostenendo l’applicazione del principio di precauzione alle decisioni inerenti la costruzione di Grandi Opere. Riteniamo essenziale la partecipazione delle comunità locali coinvolte nello sviluppo dei progetti e nel controllo dei lavori; questo anche al fine di favorire una rapida attuazione dei lavori una volta messi a cantiere. Per questo propone che la legislazione in materia recepisca le seguenti indicazioni:

  • i residenti delle zone interessate devono essere prontamente e singolarmente informati di quanto si intende realizzare, sin dalle prime fasi di progettazione
  • tutti gli studi e le analisi prodotte, compresi quelli di eventuali alternative scartate, devono essere rese immediatamente pubbliche, accessibili in rete e presso i municipi dei comuni interessati.
  • le istituzioni locali saranno attivamente coinvolte nella fasi di progettazione, valutazione del rischio e compensazione; viene loro riconosciuto il diritto ad indicare esperti di loro fiducia e di creare un coordiamento fra loro e con le autorità giudiziare e di PS incaricate di seguire le attività di indagine e verifica
  • sia garantita agli abitanti la partecipazione diretta e vincolante alla decisione finale di procedere con la messa in cantiere di opere ad alto impatto socio-ambientale
  • alle istituzioni locali deve essere garantito il diritto di nominare esperti di loro fiducia che seguano lo svolgersi dei lavori. A questi esperti dovrà essere garantita piena collaborazione per svolgere la loro funzione, ad esempio fornendo loro pieno accesso ai cantieri e a tutta la documentazione, anche amministrativa, che riguarda le imprese coinvolte nella realizzazione.

20/03/2013 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/1630.html

 

6.8 Dissesto idrogeologico

Dal 1964 al 2013 sono state 3.328 le località colpite da eventi di frana e/o inondazione, 2.031 i comuni colpiti, 1.989 le vittime e 428.432 gli evacuati e senzatetto. Basterebbero questi dati per far capire quanto il nostro sia un paese caratterizzato da un alto rischio idrogeologico: è un problema che interessa tutta l’Italia, da Nord a Sud, con 6.633 comuni e oltre 6 milioni di cittadini a rischio. Nonostante ciò, fino ad oggi la politica ha preferito più che altro gestire le emergenze, tralasciando invece la prevenzione e la mitigazione del rischio: secondo Legambiente negli ultimi anni si sono spesi crica 800mila Euro al giorno per riparare i danni, e meno di un terzo di questa cifra per prevenirli.

Il Partito Pirata ritiene sia necessario:

  1. un piano nazionale di prevenzione per mettere in sicurezza il territorio;
  2. liberare le risorse già stanziate per la prevenzione che gli Enti locali non sono riusciti a spendere, allentando i vincoli del Patto di Stabilità interno;
  3. adeguare lo sviluppo territoriale alle mappe del rischio, troppo spesso non tenute in considerazione, per evitare la futura costruzione di edifici in aree a rischio e per garantire che le modalità di costruzione degli stessi tengano conto del livello e della tipologia di rischio presente sul territorio;
  4. è necessario invertire la tendenza attuale e diminuire il consumo del suolo, utilizzando criteri stringenti per quanto riguarda l’uso prioritario di aree dimesse, per la non urbanizzazione delle aree agricole, per la perequazione ed i permessi di costruire. Deve essere fissato un limite quantitativo massimo di ettari edificabili, ponendosi come obbiettivo quello di ridurre questo numero gradualmente negli anni;
  5. delocalizzare le strutture e gli edifici presenti (se in modo legale) nelle aree a rischio;
  6. combattere l’abusivismo edilizio e demolire gli edifici costruiti in maniera illegale nelle zone a rischio;
  7. contrastare illegalità come le captazioni abusive di acqua e l’estrazione illegale di inerti, attraverso maggiore attività di controllo del territorio;
  8. ridurre e limitare il fenomeno del disboscamento, e realizzare opere di rimboschimento, a seguito di perizie effettuate da un professionista idoneo, o di personale tecnico interno specializzato, che attestino che il rimboschimento genera una sensibile riduzione del rischio idrogeologico;
  9. Le Regioni devono effettuare una continuativa manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio attraverso: interventi di consolidamento dei versanti e, in generale, per la riduzione della pericolosità di frana; interventi di manutenzione delle opere accessorie del reticolo stradale, volte a garantire il deflusso delle acque meteoriche e la stabilità del terreno; effettuare il ripristino e la rinaturalizzazione delle aree di espansione naturale dei corsi d’acqua e, dove possibile, effettuare la riapertura dei tratti tombinati o intubati dei corsi d’acqua; interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di argini, sponde e manufatti per la protezione delle sponde dei corsi d’acqua;
  10. aggiornare obbligatoriamente ogni 2 anni i piani di emergenza di cui si sono dotati i Comuni

12/08/2015 https://agora.partito-pirata.it/initiative/show/6113.html

 

6.9 Rischio sismico

L’Italia è un paese sismicamente attivo. Per anni politiche inefficaci hanno preferito spendere enormi risorse in interventi post-disastro, quando invece compiere opere di prevenzione sarebbe costato meno e avrebbe salvato vite umane.
La Mappa della Pericolosità Sismica è divenuta la mappa di riferimento per il territorio nazionale (Gazzetta Ufficiale n.105 dell’11 Maggio 2006) ma ad oggi non tutti i comuni hanno recepito questa mappa e attuato indagini più approfondite di microzonazione sismica, con l’obbiettivo di elaborare mappe di rischio e adeguare di conseguenza le norme costruttive degli edifici.
È importante quindi promuovere anche in questo caso la prevenzione:

1. istituire un Piano antisismico nazionale, con la finalità di controllare periodicamente la classificazione sismica del territorio, effettuare il censimento degli edifici residenziali, produttivi e infrastrutturali di interesse strategico, e ove necessario, svolgere gli opportuni interventi di consolidamento, nel miglioramento della qualità, in termini di resistenza al sisma, dell’edilizia pubblica e privata anche mediante piani di incentivazione e nell’attenzione progettuale alle condizioni degli impianti industriali, con speciale riferimento a quelli a rischio di incidente rilevante (RIR)
2. è necessaria una legge che obblighi le regioni ad attuare le politiche di gestione del territorio dando seguito alle informazioni contenute nella Mappa della Pericolosità sismica, e ad effettuare l’elaborazione delle mappe di rischio sismico locale, in modo da poter individuare le zone a più alto rischio e intervenire per ridurne la vulnerabilità sismica;
3. modificare i parametri di costruzione di nuovi edifici basandosi sulle mappe di rischio sismico
4.vanno modificati i criteri di scelta dei bandi per studio di vulnerabilità degli edifici strategici, come le scuole, oggi troppo spesso basati su scelte al ribasso, mentre dovrebbero essere basati su considerazioni della qualità tecnica dell’offerta;
5. è necessario educare la popolazione al rischio sismico: progetti mirati nelle scuole di ogni grado, esercitazioni pratiche nei comuni organizzate con la partecipazione della Protezione Civile e, a seguito di studi di microzonazione effettuati dai Comuni, segnalazioni dirette a tutti quei cittadini che vivono in edifici su aree a maggiore vulnerabilità. Bisogna imparare a conoscere il pericolo e conviverci, facendo di tutto per farsi trovare preparati: i terremoti NON si possono prevedere, ma possiamo limitarne i danni.

25-10-2015 https://agora.partito-pirata.it/initiative/show/6119.html

 

6.10 Gestione dei rifiuti – Strategia “Rifiuti Zero”

La salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo passa anche da una corretta gestione dei rifiuti.

Il Partito Pirata individua pertanto nella strategia “Rifiuti Zero” – proposta dall’associazione Zero Waste e tradottasi in una Legge d’Iniziativa Popolare– la via da seguire nei Comuni d’Italia.

Tale strategia, anziché preoccuparsi di come smaltire il rifiuto DOPO che esso è stato generato, agisce a monte del problema, cercando di ridurre al massimo la quantità di rifiuti non differenziabili, attraverso pratiche semplici e di buon senso, tra cui:

  • L’adozione della raccolta differenziata domiciliare
  • Una moratoria per l’incenerimento e la combustione di rifiuti, evitando di considerare gli inceneritori come fonti di energia pulita
  • L’incompatibilità fra gestione della raccolta, gestione dello smaltimento e gestione del riciclaggio
  • L’introduzione della tariffa puntuale sui rifiuti (si paga in base a quanto rifiuto residuale si produce)
  • La definizione di un programma di riconversione impiantistica industriale (incoraggiare le pratiche del vuoto a rendere, disincentivare quelle del vuoto a perdere
  • Creazione di centri per il riuso e il riciclo

Il fatto che oltre 200 comuni italiani abbiano già adottato tale strategia ne dimostra la fattibilità pratica.

16/11/2015 https://agora.partito-pirata.it/initiative/show/6127.html

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