Blog pirata

20 modi in cui abbiamo perso la privacy

Postini che aprono la nostra corrispondenza per controllare se all’interno delle buste non ci sia materiale che viola la proprietà intellettuale di qualcuno. Proprietari di bar che vengono multati o mandati in carcere se qualche cliente affigge messaggi “sbagliati” sulle bacheche. Televisori che ci guardano e registrano ciò che diciamo, autorità che sono sempre al corrente della nostra posizione anche se non siamo sospettati di nessun crimine.

Fino a qualche decennio fa, tutti questi scenari avrebbero fatto gridare allo scandalo la generazione dei nostri genitori, quelli dell’era analogica; eppure oggi sono serenamente accettate come assoluta normalità, semplicemente perché non avvengono nel “mondo analogico”, ma nel cyberspazio digitale.

Questa è la contraddizione su cui insiste Rick Falkvinge, fondatore del movimento politico globale chiamato Partito Pirata, in una serie di 21 post pubblicati sul suo blog, e che qui vi offriamo raccolti e tradotti in italiano.

Uno storytelling estremamente efficace, che ruota attorno ad una domanda tanto semplice quanto spiazzante: perché le nuove generazioni (“i nostri figli digitali”) non dovrebbero avere almeno gli stessi diritti delle vecchie (“i nostri genitori analogici”)? Il fatto che la tecnologia sia nel frattempo estremamente progredita è forse una ragione accettabile per rinunciare alla privacy?

Questa serie di brevi articoli costituiscono una lettura assolutamente fondamentale, al giorno d’oggi. La difesa della privacy è considerata dall’uomo medio, nella migliore delle ipotesi, una questione secondaria e irrilevante, e in alcuni casi addirittura un ostacolo alla “ben più urgente” (e perenne) emergenza sicurezza.

Eppure, il mondo sta diventando una distopia forse anche peggiore di tutte quelle immaginate dagli artisti negli anni passati. La Cina è già andata oltre Black Mirror, introducendo il grottesco Sistema di Credito Sociale. La vicenda di Cambridge Analytica ha svelato al mondo come una piccola agenzia di marketing possa influenzare in modo decisivo l’esito di elezioni o referendum contando “solo” sulla giusta quantità di Big Data. 

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