Cosmopolitica o fuffacosmica?

Cosmopolitica o fuffacosmica?

È nato in questi giorni un nuovo progetto politico partecipativo: Cosmopolitica. L’annuncio è di quelli ormai divenuti classici: un partito aperto, per riavvicinare le persone alla politica, renderle partecipi e attive, senza leader autoproclamati e lontano dai partiti di oggi. Una nobilissima serie d’intenti, se non fosse per il fatto che quest’invito a fuggire “dalla miseria di tanta politica italiana” provenga da chi, in cotanta miseria, ci ha sguazzato per anni (spesso contribuendo ad aggravare il problema).

In sostanza, quello che stiamo vedendo è l’ennesimo tentativo della politica italiana di riciclarsi, in un’operazione di rebranding ispirata a fenomeni che, all’estero, hanno avuto successo; il Partito Pirata in Svezia, Germania e Islanda, Podemos in Spagna e altri. Con la differenza che, nei suddetti paesi, si è trattato realmente di fenomeni nuovi -tanto nelle persone quanto nei contenuti- e nati dal basso (altra espressione che va molto di moda, al giorno d’oggi).

Una caratteristica pressoché immancabile, in queste operazioni di marketing politico, è il dotarsi di fantomatiche piattaforme web, che dovrebbero garantire quella “orizzontalità” e “partecipazione” sbandierate nei manifesti; ed è forse in questo aspetto che le differenze tra gli originali e le imitazioni all’amatriciana emergono maggiormente, in tutta la loro tragicomicità.

In principio fu Grillo, che dicendo di ispirarsi (anche se solo in parte, ci mancherebbe) ai Pirati annunciò che il Movimento 5 Stelle si sarebbe dotato d’una sua piattaforma decisionale. Molti attivisti speravano che si riferisse ad un Liquid Feedback magari migliorato e reso più user-friendly (ché questa, ancor oggi, pare essere la principale critica che viene mossa al software; critica invero molto discutibile, ma non è questa la sede per affrontare il discorso); invece, dopo anni di attesa, tutto ciò che è arrivato è tale Rousseau, un “sistema operativo” [sic!] che consente al massimo la “partecipazione alla scrittura delle leggi regionali proposte dai consiglieri regionali” (o “nazionali” se proposte dai deputati, etc.). Meglio di niente, dirà qualcuno, ma di certo siamo distanti anni luce dal principio -vigente presso i Pirati- che qualunque iscritto (non solo i consiglieri o i deputati) può proporre iniziative, leggi e mozioni varie, e che se tale proposta viene approvata dall’Assemblea (cioè dall’insieme di tutti gli iscritti) diventa vincolante. Il M5S è a tutt’oggi un esempio di leaderismo all’italiana con una spruzzatina di web; ogni tanto i diarchi propongono qualcosa (allearsi con Farage in Europa; istituire un Direttorio composto da 5 individui; cambiare idea sul ddl Cirinnà), e quel qualcosa viene sottoposto a una sorta di plebiscito online, che quasi sempre conferma la volontà dei Capi.

Una situazione che, alla lunga, ha spinto alcuni delusi ad andarsene dal M5S, e a creare un ennesimo nuovo soggetto politico, chiamato Alternativa Libera. Ora questi individui, ancorché teoricamente liberi di prendere Liquid Feedback (che è appunto un software libero e gratuito) e di cominciare ad usarlo, hanno preferito creare un’ulteriore piattaforma, chiamata Sinapsi. Con impagabile sprezzo del ridicolo, questi signori la presentano come “l’evoluzione di Liquid Feedback” (espressione personalmente udita da chi scrive). All’atto pratico, Sinapsi è un insieme di software vari (che spaziano dai sondaggi alle news sulle condizioni meteo), tra cui anche la piattaforma decisionale Airesis. È sviluppato dall’omonima associazione Sinapsi, a cui possono iscriversi non i singoli individui, bensì altre associazioni. L’associazione tecnica Sinapsi ha un suo Consiglio Direttivo, un’Assemblea, un Collegio dei Probiviri e tante altre meraviglie (vedi lo Statuto).
Ora, alla domanda (contenuta nelle FAQ) “Perché creare un’altra piattaforma di Democrazia Diretta? Non esiste già Liquid Feedback?” la risposta che si legge è: “SINAPSI non è esclusivamente una piattaforma di discussione e decisione, ma ha come fondamento la risposta alla domanda che dai territori spesso viene vista come la domanda principe: come parliamo tutti una lingua comune? Come posso trovare risorse ed esperienze, persone e competenze senza ricercare tutto di nuovo tutte le volte? A questa risposta non basta LF o Airesis, ma un sistema integrato di servizi, che vanno da una piattaforma di discussione e decisione a un sistema avanzato di condivisione e messaggistica”.
Verrebbe da obiettare che tali strumenti (oltre alla piattaforma decisionale) ce ne sono a iosa; i Forum, le mailing list, per non parlare ovviamente dei cari vecchi incontri fisici dal vivo. C’era davvero bisogno di creare tutta questa architettura burocratica?

E infine ecco COMMO, l’ultima arrivata, una specie di social network della Sinistra anti PD.

Ecco che, d’innanzi a questa situazione, viene spontaneo proporre un’altra risposta alla sovracitata domanda (che potremmo anche così riformulare: “cosa c’è che non va in Liquid Feedback?”).
In realtà, forse quello che più spaventa è la totale mancanza di possibilità di controllo di Liquid Feedback e la vera capacità di questo software di essere partecipativo e decisionale. Infatti, alla perenne ricerca di una maggiore “usabilità”, le nuove piattaforme proposte, “basate su Liquid Feedback”, risultano sempre snaturate del proprio contenuto originario: alla fine Commo appare più un misto fra un social network e un forum, dove di “decisionale” non c’è niente, ma l’esistenza di semplici “sondaggi” fa presupporre che l’ultima parola rimarrà sempre in mano ad un apparato politico pre-esistente. Liquid Feedback supera il paradigma dell’identità di partito legata ad una persona, un garante, che è corruttibile e comunque troppo limitato per poter controllare la buona sorte della storia di un partito, ed apre la politica all’intera comunità, distribuendo il potere e i controlli.
Qualsiasi altro tentativo è un po’ come voler reinventare la ruota cercando di brevettarla a proprio nome: più che cosmopolitica, è fuffacosmica.

 

(Foto di Marcus Sümnick –  Piratenpartei Deutschland. Creative Commons Attribution 2.0 Generic)

 

 

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