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Militanza e tecnopolitica

Ci sono molte battaglie più importanti della libertà della rete… ma saranno decise su Internet

(cit. Cory Doctorow, The internet is the answer to all the questions of our time)

Se ignoriamo il problema della sorveglianza, regaliamo un vantaggio strategico fondamentale ai nostri avversari politici. Se vogliamo assicurarci futuri successi, dobbiamo proteggere la nostra pianificazione ed organizzazione. L’articolo 15 della Costituzione dice che “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili”.

Eppure grazie a Snowden (e al recente caso Hacking Team) sappiamo che avviene sistematicamente. Lo stato di diritto fallisce in quanto la violazione non è rilevabile oppure non direttamente commessa dal proprio governo.

In questo modo la capacità della democrazia di formare movimenti di opposizione è severamente danneggiata. In pratica dobbiamo, almeno nell’ambito della militanza, lavorare sui nostri strumenti. Per essere meno prevedibili, per essere meno manipolabili, come lo prevedeva la Costituzione.
Non stiamo parlando di diritti civili, è in ballo la democrazia stessa (o quanto ne è rimasto) a livello collettivo mondiale.

 

Questo documento è stato approvato democraticamente dall’Assemblea Permanente del Partito Pirata.