Perché ho votato per Juncker come POTEC e cosa mi aspetto da lui

Perché ho votato per Juncker come POTEC e cosa mi aspetto da lui

Questa elezione è differente

L’elezione del 15 luglio verteva sul dare la possibilità a Jean-Claude Juncker di formare la prossima commissione o meno. Il fatto che io gli abbia garantito questo mandato non significa che voterò anche a favore della commissione che ora sta formando. Perché accada, i membri della Commissione dovrebbero fare significative maggiori concessioni rispetto al passato.

Votare per lui era un’opzione per me, perché il Parlamento europeo aveva combattuto con successo per il solo diritto ad influenzare le nomine dei candidati per la presidenza delle Commissioni: tutti i grandi partiti europeisti avevano nominato i candidati migliori in tutta l’UE e comunicato al loro elettorato durante la campagna elettorale, che il risultato delle elezioni europee avrebbe deciso direttamente la presidenza della Commissione. Con Amelia Andersdotter e Peter Sunde, anche il Partito Pirata europeo ha nominato alla presidenza della Commissione i candidati migliori e ha supportato questo processo. In Germania, i dibattiti elettorali televisivi hanno debuttato come parte della campagna elettorale e l’affluenza è aumentata.

Se Juncker non fosse stato eletto presidente della Commissione, il Consiglio avrebbe dichiarato l’esperimento democratico un fallimento e sarebbe ritornato a decidere quell’incarico dopo una trattativa tra capi di governo in una stanza sul retro. Dato che il Partito Pirata è a favore del rafforzamento del Parlamento europeo, votare per Juncker era un’opzione per me, nonostante fosse il candidato del Partito Popolare Europeo.

Juncker e la riforma del copyright

A prescindere da queste ragioni istituzionali, alcune posizioni di Juncker parlano da sole. Secondo me, è più vicino alle posizioni Pirata di quanto potevamo sperare senza diventare insostenibile per il suo gruppo parlamentare.

La cosa più importante è che egli si è chiaramente impegnato alla riforma europea del copyright. L’argomento faceva parte del suo piano di cinque punti con priorità 1, in cui chiede un’ armonizzazione del regime di diritto d’autore.

Juncker l’ha precisato in risposta alla mia domanda durante la sua audizione nel nostro gruppo parlamentare:

Il copyright non deve impedire le ambizioni digitali dell’Europa ma deve essere uno strumento per smuovere il potenziale digitale dell’Europa.

Si tratta di una pietra miliare per un conservatore riconoscere che il copyright può infatti rivelarsi un ostacolo per il progresso digitale.

Dopo la consultazione pubblica della Commissione europea sul diritto d’autore dello scorso inverno, che ha ricevuto oltre 10.000 risposte grazie a strumenti di partecipazione come copywrongs.eu, abbiamo aspettato le proposte della Commissione per la riforma del copyright. Una proposta che sta già circolando sul web dà molta meno speranza per una vera riforma del diritto d’autore rispetto alle ultime dichiarazioni di Juncker. In questo documento trapelato, la necessità di una riforma del copyright a livello europeo è minimizzata e nella maggior parte delle questioni suggerisce soltanto che la Commissione dia raccomandazioni non vincolanti per gli Stati membri.
Juncker, d’altra parte, ha chiaramente affermato alla nostra audizione:

Per 13 anni non si è lavorato nell’Unione europea su questo argomento e ora – dal momento che, come tutti sappiamo, ci sono stati anche improbabili rivoluzioni in questo settore – è giunto il momento di rilanciare seriamente le questioni legate al diritto d’autore, per rendere le cose più facili, per renderle più chiare e per intraprendere azioni di semplificazione.

Poiché la Commissione ha effettivamente emesso raccomandazioni nel corso degli ultimi anni, ma l’ultima riforma legislativa risale a 13 anni fa, è chiaro che Juncker vuole superare le raccomandazioni del documento trapelato dal Direttorato generale del Mercato interno. Juncker vuole finalmente agire a livello legislativo e non lasciare il compito a semplici raccomandazioni. Che ci sia movimento in seno alla Commissione è dimostrato anche dal fatto che la data di pubblicazione ufficiale di quel debole documento è stata rinviata a settembre, per incorporare le critiche in altri punti del testo. Ora è importante sostenere pubblicamente Juncker in modo che possa passare una riforma coraggiosa del copyright all’interno della Commissione. Che Juncker non si sia impegnato circa la questione su quale Direttorato far ricadere il compito, solleva anche la speranza che egli possa decidere di assegnarlo a una parte più progressista della Commissione. Se non dovessero esserci progressi significativi nel documento fino alla elezione della Commissione nel mese di ottobre, Juncker non potrà certo contare sul mio voto per la sua Commissione.

È ovvio che abbiamo bisogno di un sistema europeo di copyright. «Questo video non è disponibile nel tuo Paese» deve sparire. Legalmente la distribuzione della conoscenza e della cultura in tutta l’Unione europea richiede attualmente licenze che prendono in considerazione 28 diverse legislazioni nazionali sul diritto d’autore. Molte altre differenze regionali complicano la vita quotidiana nell’Europa unita: per esempio, in alcuni Paesi è vietato pubblicare le foto di edifici pubblici online, perché in questi Paesi manca la cosiddetta libertà di panorama, causando conflitto con la libera riproduzione di immagini di questi edifici – che si applica anche alla sede del Parlamento europeo a Strasburgo.

Altri segni incoraggianti

In più, Juncker aveva annunciato (pag. 5) di introdurre una legislazione sul mercato digitale entro 6 mesi e di fermare il regolamento sul blocco della protezione dei dati in Consiglio, regolamento che il Partito Pirata aveva aspramente criticato.

Nel suo discorso plenario, egli ha anche dichiarato di voler introdurre un registro obbligatorio per le lobby, non solo per il Parlamento europeo ma anche per la Commissione e per il Consiglio – uno delle richieste di trasparenza più importanti portate avanti dal Partito Pirata. Inoltre, egli ha chiaramente affermato in un suo discorso che tutti i documenti sul Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) – inclusi tutti i contratti – devono essere pubblici. Non dovesse accadere, il TTIP fallirebbe. Ovviamente ciò non è abbastanza per i Pirati ma è molto meglio di quanto Martin Schulz, il candidato del Partito Socialista Europeo, era pronto a promettere. Credo che l’accesso ai testi dei contratti del TTIP porteranno le proteste pubbliche su un nuovo livello, come accadde in passato con i leak dell’ACTA. Alla fine, noi saremo solo in grado di portare il TTIP sulle strade e per la mobilitazione abbiamo bisogno di più informazioni possibili. La scelta di compensare con queste promesse è uno dei fattori su cui dipenderà il mio supporto per questa Commissione. Fino alla sua elezione in ottobre, Juncker deve iniziare a sostenere la pubblicazione dei documenti relativi al TTIP e realizzare ciò che ha detto.

Infine, Juncker ha annunciato nel suo discorso cheil il programma di investimenti dell’UE, che tra le altre cose finanzierà il lancio della banda larga e delle energie rinnovabili. Juncker ha anche specificato una cifra: 300 miliardi di euro. Questo annuncio è compatibile con la richiesta del Partito Pirata di un Piano Marshall 2.0 per far riprendere l’economia europea ed è un primo passo verso l’abbandono delle politiche di austerità.

Le mie conclusioni

Allo stesso tempo, abbiamo grandi differenze – per esempio considerando la sua posizione sulle politiche di asilo. Comunque, come unica parlamentare pirata in Parlamento, ho bisogno di dare priorità ad alcune tematiche rispetto ad altre. Quindi ho preso la mia decisione basandomi principalmente sulle tematiche principali della Piattaforma Elettorale Comune (CEEP) dei Partiti Pirata.

Nel periodo antecedente al voto ho usato il mio podcast, Twitter e Facebook per ottenere feedback dalla comunità pirata sulla mia decisione di voto e presi parte ad una discussione plenaria online con il gruppo di lavoro sulle politiche europee del Partito Pirata tedesco per discutere della possibilità di supportare Juncker. Tutto sommato, il feedback era cauto ma positivo. Era particolarmente importante per me coinvolgere il Partito Pirata lussemburghese nella mia decisione, dato che il PPLU ha portato avanti una forte campagna sul coinvolgimento di Juncker in uno scandalo sui servizi segreti. Il partito è giunto alla conclusione che sotto queste circostanze eccezionali sarebbe stato accettabile votare a favore di Juncker.

Certamente, la questione si poneva se il mio singolo voto avesse potuto persino avere un impatto, data la grande coalizione tra il PPE, S&D e i Liberali e se non fosse stato meglio prendere posizione e votare per principio contro un candidato conservatore benché europeista.

Mi avvicino molto a quella posizione ma non volevo correre il rischio, perché i primi voti sulla Presidenza del Parlamento avevano già dimostrato che questa presunta grande coalizione è in realtà molto fragile. Questo è stato in parte dimostrato con l’elezione di Juncker: egli ha ricevuto 422 voti, almeno 20 dei quali provenienti da altri gruppi parlamentari. La “grande coalizione” da sola rappresenta 479 voti. Ciò significa che c’erano un sacco di membri dei tre gruppi che non hanno votato seguendo le linee del partito – in particolare perché Juncker era troppo “sul sociale” e/o troppo europeista per alcuni dei soggetti partecipanti (ovvero Ungheria, Italia e Regno Unito).

Se Juncker avesse fallito a causa dell’opposizione interna a quei gruppi, avremmo sicuramente ottenuto un Presidente della Commissione europea che sarebbe stato peggio per i Pirati a tutti gli effetti. Un’elezione con un margine molto sottile avrebbe rafforzato la posizione dei governi euroscettici in seno al Consiglio, che cercavano di impedire l’elezione di Juncker a tutti i costi. Il governo britannico ha bloccato due volte un Presidente della Commissione europeista in passato – e abbiamo avuto Santer e Barroso che entrambi sono stati devastanti per la legittimità dell’Unione europea. La mia coscienza non mi permette di prendere il rischio di avere un’altra Commissione, sulla scia di Barroso.

Quindi questi sono i motivi per cui ho votato a favore di Juncker come presidente della Commissione europea. Terrò una stretta vigilanza su di lui affinché mantenga fede alle sue promesse. Dal punto di vista attuale sembra molto improbabile che voterò a favore anche della sua Commissione. Io esaminerò attentamente i candidati per le cariche della Commissione, in particolare per quanto riguarda quella sulla riforma del copyright. In ogni caso, terrò inclusi nella discussione tutti voi e il Partito Pirata europeo.

Note

Questo articolo è stato pubblicato inizialmente da Julia Reda, unica parlamentare del Partito Pirata tedesco, sul suo sito personale e pubblicato sotto licenza CC0. L’immagine è opera del Gruppo Parlamentare dei Verdi europei – Alleanza Libera Europea e pubblicata sotto licenza CC-BY 2.0. La traduzione è ad opera del GdL Traduzioni del Partito Pirata italiano.

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