Analisi e approfondimenti

Are you going to fix this, Mr. Renzi?

Riprendendo nel titolo la campagna di Kim Dotcom dopo la chiusura del celebre Megaupload, scriviamo questo articolo constatando come la storia ironicamente possa ripetersi. Anche da noi, in Italia.

Il Tribunale di Roma ha oggi disposto la chiusura, tramite offuscamento DNS, di diversi siti che ospitavano file considerati “pirata”. Già questo potrebbe bastare a farci storcere il naso, ma un cambio di Name Server dovrebbe essere sufficiente a ridarci l’accesso a questi domini.

cineblog01.net
cineblog01.tv
ddlstorage.com
divxstage.eu
easybytez.com
filminstreaming.eu
filmstream.info
firedrive.com
mail.ru
mega.co.nz
movshare.sx
nowdownload.ag
nowdownload.sx
nowvideo.sx
piratestreaming.net
primeshare.tv
putlocker.com
rapidvideo.tv
sockshare.com
uploadable.ch
uploadinc.com
video.tt
videopremium.me
youwatch.org

Quello che più ci fra rabbrividire è che un sito come Mega.co.nz, in maniera del tutto simile a quanto avvenne con il suo predecessore, venga attaccato in maniera esagerata e fuori luogo. Quanti utenti, italiani inclusi, utilizzavano il servizio per condividere o salvaguardare dati perfettamente legali? Ma soprattutto: possono la bellezza di (attenzione al numero) 2 files essere motivo di offuscamento di un sito web che ne ospita a migliaia? Per non parlare di tutti gli altri domini elencati, alcuni dei quali altrettanto importanti. Mail.ru è uno dei principali fornitori di contenuti web in Russia ed offre, tra gli altri, servizi come caselle email, piattaforme di social networking, videogiochi online.

Ha senso tutto questo? Cosa direbbero milioni di utenti se un giorno dovesse essere oscurato Facebook, a causa di un singolo file illegale? Perché servizi come Google Drive o Youtube sono esenti da queste assurde politiche censorie made in Italy? 2 pesi, 2 misure: si applica solo ciò che fa comodo.

Viva la libertà della rete, che oggi in Italia si dimostra essere inesistente. Viva quella stessa rete che invece di unire le forze e ribellarsi a queste imposizioni inaccettabili, incassa il colpo e va avanti. Sig. Renzi, facciamo appello a Lei ed alla Sua autorità politica. Come fece Kim Dotcom ai tempi nei confronti di Obama, anche noi del Partito Pirata oggi ci rivolgiamo a Lei con la stessa domanda:

Che ne è della libertà di parola, Sig. Renzi?
Cosa è successo al cambiamento, Sig. Renzi?
Ha intenzione di rimediare a tutto questo, Sig. Renzi?

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