Deliberazioni Assemblea

Mozione free software per la sicurezza informatica governativa

Il Partito Pirata si dichiara favorevole nel contenuto riguardo alla mozione presentata dal Gruppo Consiliare M5S Lazio, con l’aggiunta di alcune considerazioni (potenziali emendamenti):

  1. Oggetto: “Free and Open source software” non è da interpretare come due tipi di software gratis, bensì di software che sia conforme ai principi di entrambi la Free Software Foundation (FSF, FSFE) e della definizione di Open Source. Gli usi dell’acronimo FOSS o di parti di esso nella mozione sono da interpretare in questo senso.
  2. Considerate le rivelazioni dell’estate 2013 riguardanti le attività di sorveglianza, di spionaggio economico e politico e il potenziale di sabotaggio in caso di una situazione di “guerra cibernetica” da parte di altre nazioni e i connessi servizi segreti; è evidente che fermare l’utilizzo di software proprietario non è solamente una questione di risparmio e degli altri vantaggi elencati in basso della mozione, bensì una questione di sicurezza informatica e di sovranità politica che sovrasta qualsiasi altra considerazione. Perciò tale aspetto andrebbe formulato al primo posto nell’elenco dei vantaggi.

Con la dovuta critica verso la mancanza di democrazia interna nel Movimento 5 Stelle apprezziamo e ci congratuliamo con i singoli consiglieri per l’iniziativa e l’approfondimento della tematica e ci auguriamo una buona riuscita. Restiamo a disposizione per future collaborazioni.

In data 2014-04-28, dopo 56 giorni di dibattito, con 100% dei consensi, l’Assemblea Permanente del Partito Pirata Italiano.

Allegato: Mozione originale del Gruppo Consiliare M5S Lazio


Al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio
Daniele Leodori

MOZIONE

Oggetto: Free and Open source software

PREMESSO CHE
– tra i fenomeni significativi legati allo sviluppo dell’ICT ha assunto ormai particolare rilievo ed importanza quello che va sotto il nome di Open Source, denominazione sotto la quale si deve intendere software di gestione delle informazioni e delle comunicazioni che per il quale sia disponibile il codice sorgente oppure di FOSS (free and open source software), ovvero utilizzabile senza vincoli di licenze o di contratti di supporto e manutenzione o formazione.

– sono ormai numerose le PA, anche in Italia, che sperimentano l’uso di Open Source, come ad esempio il comune di Modena, che ha ottenuto risparmi pari ad un milione di euro all’anno grazie alla migrazione verso soluzioni aperte;
– il decreto legislativo n. 85 del 2005 – articolo 68 – impone alle PA di realizzare una valutazione comparativa prima d’acquisire il software da utilizzare;

CONSIDERATO CHE
– la contrazione delle risorse disponibili per gli enti pubblici dovrebbe sollecitare i diversi livelli della PA ad una attenta e informata analisi delle possibilità di risparmio, unitamente alle prestazioni e agli standard di sicurezza, offerti dall’Open Source;
– il Software Open Source offre indiscussi vantaggi che le PA possono trarre dalla sua adozione, quali: accesso al codice sorgente garantendo il pieno controllo sulle operazioni svolte dal software; indipendenza dal fornitore; possibilità di sviluppare autonomamente nuove funzionalità del software; minori od inesistenti costi di licenza; possibilità di utilizzare sempre l’ultima versione del prodotto software; possibilità di riutilizzo di applicazioni sviluppate da altre Pubbliche Amministrazioni; comprovata qualità delle applicazioni Open Source; uso di formati standard aperti, universalmente riconosciuti e stabili nel tempo; pieno rispetto dei Dlgs e delle direttive nazionali.

Tanto premesso e considerato, il Consiglio Regionale

IMPEGNA

il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti a:

Avviare un’analisi di fattibilita’ della migrazione della totalità dei sistemi informatici utilizzati nella Regione Lazio verso software Open Source, lasciando comunque la possibilità di utilizzare soluzioni interoperabili proprietarie di terze parti. Questa analisi comprendera’ l’introduzione immediata del sistema operativo Linux e della suite di applicazioni da ufficio LibreOffice, entrambi open source e gratuiti, al posto dei loro corrispettivi non open source e a pagamento Microsoft Windows e Microsoft Office su tutti i terminali utilizzati dai dipendenti della Regione a puro scopo di segreteria o produzione documenti. L’analisi dovra’ tenere conto di tutti i prodotti software specificatamente acquisiti e commissionati dalla Regione Lazio nel tempo per proprie esigenze al fine di valutarne la “trasportabilità” su sistema operativo Open Source.
Procedere ad una attenta ed approfondita analisi delle spese regionali per licenze software di tipo proprietario attualmente acquisite, in fase di acquisizione e rinnovo periodico che potrebbero essere ridotte tramite l’adozione di software e soluzioni Open Source, allo scopo di raggiungere significativi risparmi senza alcuna riduzione delle funzionalità offerte dal software al momento in uso.
Coinvolgere le realtà laziali esperte di Open Source (es. università che operano attivamente nel settore del software aperto, gruppi no profit e associazioni attivi nell’ambito del software aperto aventi come obiettivo la sua diffusione) per intraprendere un cammino costruttivo verso l’adozione estesa di software aperto in Regione Lazio. Il software open source che adottera’ dovra’ avere tutti i propri file dati in formati standard aperti, liberi e riconosciuti da enti internazionali. Lo sviluppo di nuove applicazioni dovra’ essere effettuato grazie a linguaggi di programmazione che sono standard a lungo termine e multipiattaforma, come Java, C# Mono o Google Dart.
Effettuare un primo sondaggio conoscitivo nell’ambito dei dipendenti regionali, al fine di appurare quanti fra essi conoscano, anche a livello basilare, soluzioni software non proprietarie. Questo sara’ il presupposto all’ istituzione di minicorsi della durata di poche ore al fine di familiarizzare i dipendenti regionali con il software aperto (per altro spesso pressoche’ identico al software Microsoft). Tali corsi potrebbero avere impatto economico nullo grazie alla collaborazione delle entità citate al punto precedente.
intraprendere una campagna di sensibilizzazione sui temi legati al Software libero all’’interno dell’Amministrazione Regionale
Promuovere attivamente una INIZIATIVA DI COORDINAZIONE MULTIREGIONALE PER LO SVILUPPO DI SOFTWARE OPEN SOURCE PER LE PA. Questo significa dare vita ad una iniziativa di coordinazione tra tutte le regioni italiane per sviluppare un unico insieme di applicazioni software per la PA e la Sanità che siano in grado di soddisfare le esigenze di tutte le regioni. In questo modo si otterrebbero i seguenti vantaggi:

– RISPARMIO – La regione Lazio e tutte le altre regioni creando un team comune di sviluppo software risparmierebbero rispetto alla pratica di dare appalti a diverse singole aziende regionali, in quanto i costi di sviluppo software sarebbero divisi tra tutte le regioni italiane, in proporzione al loro gettito fiscale.

– STANDARDIZZAZIONE DATI – i software sviluppati sarebbero usati in tutte le regioni e potrebbero comunicare tra loro ed interoperare, ponendo fine alla babilonia di standard proprietari dei software sviluppati da aziende informatiche appaltatrici diverse per ogni regione. Questo consentirebbe di sfruttare una vera rete informatica nazionale per analizzare le attività, l’efficienza e spese delle diverse PA sul territorio, e fissare dei parametri legislativi che il sistema stesso potrebbe determinare, come nel caso del confronto dei costi dei materiali sanitari acquistati dagli ospedali pubblici, consentendo di individuare immediatamente prezzi fuori mercato o di condividere i fornitori che fanno i prezzi più bassi tra tutte le strutture delle varie regioni.

– TRASPARENZA – Non appaltando il software ad una ditta privata, ma sviluppandolo in modo open source e con la collaborazione di tutte le regioni, si guadagnerebbe la possibilità di avere sorgenti e codice supervisionabili da tutti ed aperti ai contributi della ampia comunità di cittadini volontari con idee per migliorarli.

– NON DOVER REINVENTARE LA RUOTA OGNI VOLTA – La gestione indipendente di ogni regione nel processo di sviluppo del software per le PA locali ha fino ad oggi costretto ogni regione a sviluppare dei software per risolvere problemi già risolti da altre regioni, con uno spreco di tempo e risorse incredibile. La creazione di una serie di piattaforme software standard per tutte le regioni consentirebbe di trovare e sviluppare soluzioni tecniche software una sola volta e poi applicare quella soluzione a tutte le regioni.

– SINERGIA – L’adozione di un unica piattaforma di strumenti digitali da parte delle regioni, consentirebbe una sinergia nella loro gestione, nella manutenzione e nella risoluzione di bug. Inoltre l’esperienza d’uso dei software in alcune regioni potrebbe ispirare evoluzioni tecniche degli stessi contenenti nuove e migliori funzionalità di cui godrebbero tutte le amministrazioni pubbliche e che tutte queste ultime contribuirebbero a sviluppare nel tempo.

Roma, 4 marzo 2014

Gruppo Consiliare M5S Lazio

Davide Barillari
Silvana De Nicolo’
Valentina Corrado
Devid Porrello
Gaia Pernarella
Gianluca Perilli

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