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L’impatto del TTIP – seminario internazionale a Roma

Nel giugno 2013, il presidente degli Stati Uniti Obama e il residente della Commissione europea Barroso hanno lanciato ufficialmente i negoziati su un Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP), un trattato che si concentra sull’abbattimento delle barriere normative. Un aspetto cruciale di questi negoziati è la loro segretezza: i testi sui quali si discute e ci si confronta non sono accessibili che ai team tecnici che se ne occupano e, per parte politica, il Governo Usa e la Commissione Ue. Nemmeno i Parlamenti e i Governi degli Stati membri sono obbligatoriamente coinvolti e a conoscenza dell’andamento delle trattative. In teoria, per parte europea, dopo la riforma del Trattato di Lisbona il Parlamento europeo avrà diritto a un solo voto finale, prendere o lasciare, ma non di emendamento. Per questo è prezioso raccogliere tutti i documenti ufficiali che le realtà sociali, la stampa o altre fonti dirette o indirette, stanno via via sottraendo alla loro segretezza.

Da questi presupposti è nato l’appuntamento del 12/13 aprile 2014, in cui a Roma si è tenuto il seminario internazionale promosso dalla fondazione Rosa Luxemburg in collaborazione con la rete stop TTIP e con l’associazione Altramente.

L’incontro si è articolato a partire da un’introduzione generale su quanto previsto dal trattato transatlantico, soggetti e posizioni nei suoi confronti oltre ad aggiornamenti sullo stato dei negoziati.
A seguire approfondimenti da parte di esperti sui vari ambiti coinvolti dal trattato, dalla privatizzazione dei servizi pubblici, agli investimenti alle questioni ambientali.
La discussione si è allargata ad un fattore di scala globale grazie ai contributi di Lyda Fernanda Forero (Transnational Institute, Olanda) e Debbie Barker (The Center for food safety, USA).
Quindi c’è stato il confronto sulle varie posizioni, punti di contatto, differenze e possibili sinergie tra i vari attori della società civile, partiti e sindacati, fino a fare il punto sulle iniziative future da mettere in programma per la campagna italiana contro il TTIP.

Aram, del Partito Pirata Italiano, nel suo intervento cita i punti di contatto specifici tra la campagna anti TTIP e la base programmatica stilata e condivisa da tutte le istanze nazionali del partito. In particolare sul metodo, trasparenza e democraticità, e sui contenuti, privacy, copyright, brevetti, cultura libera e libera conoscenza.

A livello Internazionale il movimento dei Partiti Pirata sta cercando di organizzare una mobilitazione globale per il 15 maggio. Tuttavia, alla luce di quanto emerso dal contatto con i network già attivi, in questa fase sarà probabilmente più opportuno concentrarsi su eventi di divulgazione delle informazioni, in quanto le altre organizzazioni in questo momento non riuscirebbero ad affiancarsi.
In tutti i casi, dato che la piattaforma pirata è comune a tutti i Partiti Pirata europei e contiene dei punti specificamente in contrasto con il TTIP, la rete di strutture impegnate contro la ratifica del trattato sicuramente potrà trovare in ogni nazione un alleato nel Partito Pirata locale.

Infine, Aram sottolinea come l’obiettivo non debba essere solo impedire che abbia successo il TTIP, ma anche richiedere riforme strutturali dell’UE che garantiscano trasparenza e democraticità (referendum, maggior peso del Parlamento Europeo), obiettivi già previsti dalla piattaforma programmatica europea del partito. Occorre puntare più in alto e cercare di modificare i rapporti di forza nell’organizzazione dell’UE in modo da impedire che in futuro ci si debba nuovamente difendere da situazioni simili.

 

Il Partito Pirata Italiano aderisce alla campagna stop TTIP.
(adesione approvata in Assemblea Permanente, con risoluzione 5702)

 

Approfondimenti:
http://stop-ttip-italia.net
http://tradegameblog.com/2014/03/29/ttip-leuropa-si-mobilita-e-la-commissione-vende-fumo

 

 

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