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I Pirati in Germania al 2.2%

24 Settembre 2013.
A pochi giorni dalla delusione per il fatto che i Pirati non abbiano conquistato seggi nel parlamento federale tedesco, si possono tirare le somme di questo risultato con più freddezza.

Le elezioni del Bundestag, il parlamento federale tedesco, si svolgono ogni 4 anni, e visto questo lungo lasso di tempo, per cercare di capire il “trend” i risultati percentuali vengono confrontati con altre elezioni locali, come daltronde succede anche in Italia.
Usando questo metodo, quel 2.2% diventa deludente se confrontato con le percentuali dell’8,9% ottenute a Berlino nel 2011, 7,4% nel Landtag del Saarland e 8,2% nello stato Schleswig-Holstein nel 2012.
Ma il rischio è di mettere a confronto pere con mele.
Se invece confrontiamo dati omogenei, quelli di quest’anno con quelli delle elezioni del 2009, “Il partito Pirata continua a crescere in Germania” come fanno notare i Pirati francesi sul loro sito: Le Parti Pirate continue de progresser en Allemagne.
Con gli elettori che sono infatti passati da circa 800 mila nel 2009 a circa un milione di quest’anno.
Interessante a questo proposito che il Piraten sia l’unico partito progressista ad aver avuto una crescita, mentre gli altri sono stati tutti in flessione.

Si è dibattuto e si continua a dibattere sulle cause del fatto che i Pirati non siano riusciti a mantenere quelle percentuali delle elezioni locali.

I conflitti interni sono stati uno dei principali argomenti trattati dai media tradizionali, che invece più recentemente in occasione di queste ultime elezioni si sono occupati poco o niente dei Pirati.
E continua la diatriba tra chi dice che i Pirati dovrebbero occuparsi principalmente se non esclusivamente dei temi di base dei Pirati (riforma del copyright e dei brevetti, privacy, trasparenza delle amministrazioni e partecipazione diretta nel processo democratico), e chi invece ritiene che sia importante avere un programma, ops, delle proposte, più allargate alle varie tematiche che possono interessare alla gente.
Ciò che caratterizza i Pirati non è solo la capacità di fare autocritica, alla ricerca dei problemi che possono aver influito, ma la volontà di trovare soluzioni e soprattutto, di continuare a provarci.
Niente di meno di quanto recita l’articolo 3 del codice dei pirati:

III) I Pirati sono critici.
I Pirati sono creativi, curiosi, e non si adeguano allo status quo. Contestano i sistemi, ricercano punti deboli e trovano il modo di correggerli. I Pirati imparano dai propri errori.

Mauro Pirata

Aggiornamento al 14 Ottobre 2013: è stata rimossa la sezione che faceva riferimento all’articolo di Cécile Dupon su PirateTimes, che conteneva l’errata indicazione che i Pirati tedeschi avessero ottenuto dei seggi.