Caccia alle streghe

Caccia alle streghe

[Intro]
“Chi è pronto a rinunciare alle proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza.”

(Benjamin Franklin - dalla Risposta al Governatore, Assemblea della Pennsylvania, 11 novembre 1755)


Quante volte avete letto questa frase? Forse l'avete letta così spesso da convincervi che questa banale verità fosse ormai patrimonio comune dell'intera Umanità; una verità compresa e rispettata da tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, devono trattare con la Sicurezza, la Libertà ed il Potere.


Non è così.


Purtroppo, la drammatica e persistente debolezza politica della nostra Società Civile non ci ha permesso di liberarci di alcune figure politiche che mal si adattano a questo nostro Brillante (ma precario) Mondo Nuovo. Una di queste figure è Franco Frattini, commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza.


Franco Frattini è diventato famoso per due delle sue proposte, avanzate in seno alla Commissione Barroso. La prima di queste proposte prevede la censura per i siti che pubblicano informazioni utili ai terroristi ed il tracciamento degli utenti che si interessano a questo tipo di siti. La trovate descritta, ad esempio, in questi articoli di Punto Informatico:


http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2033752


http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2061687


http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2072428


http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2094821


La seconda, più recente, riguarda il tracciamento delle persone che transitano per la Comunità Europea:


http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=6391&numero=999


Dogane Bulgare (vecchia maniera)

Cominciamo da quest'ultima proposta. In Italia ed in Europa esistono già diverse leggi e diversi meccanismi di sicurezza studiati per impedire ai malintenzionati di entrare nella Comunità od anche solo di attraversarne le frontiere. Lo si può verificare con i propri occhi quando si sbarca da un aereo in qualunque aeroporto europeo. Mentre i cittadini che provengono da un paese della Comunità Europea (o comunque da un paese che aderisce al Trattato di Schengen) possono attraversare la barriera senza nemmeno presentare il passaporto, coloro che provengono da paesi extra-europei devono fermarsi, presentare un documento ed ottenere un visto di ingresso. Le polizie dei singoli stati hanno già il potere necessario per prendere nota di queste persone e per inserire i loro dati in un database (anche i dati biometrici, come le impronte digitali).


Si può aggiungere ben poco a questo tipo di controllo.


In particolare, non si può fare quasi nulla per “migliorare” i controlli sui cittadini appartenenti alla Comunità Europea (Romeni inclusi). A difendere questi cittadini, e noi con loro, dall'eccessivo interesse degli stati nazionali c'è appunto il Trattato di Schengen (sottoscritto e rispettato, tra gli altri, anche dal Governo Berlusconi di cui Frattini era Ministro).


Come si può constatare leggendo gli articoli di Punto Informatico che abbiamo già citato, nessuno, nemmeno la Destra Europea, è disponibile ad accettare l'imposizione in Europa di misure di tracciamento simili a quelle adottate dagli USA o dalla Cina. Per nostra fortuna, non siamo nella Bulgaria dell'era sovietica. L'unico che sembra non essersene reso conto è proprio Franco Frattini.


Frontiere come colabrodi

Ovviamente, un problema di controllo del territorio e delle frontiere esiste realmente: le nostre frontiere sono come colabrodi. Ogni giorno, migliaia di persone le attraversano senza presentare nessun documento di riconoscimento e tra di loro ci sono sicuramente molte persone pericolose.


Per questi casi, tuttavia, esistono già le leggi necessarie. Le persone vengono già adesso identificate in base alle impronte digitali e per molte di loro scatta automaticamente l'espulsione.


Non c'è quindi nessuna ragione per estendere questo trattamento da profughi anche agli uomini d'affari che si presentano al banco di un aeroporto europeo provenienti da Giappone, Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti, Gran Bretagna ed Irlanda. Tutti questi paesi, infatti, pur essendo per molti aspetti più avanti di noi in termini di sicurezza e di civilizzazione, non aderiscono al Trattato di Schengen, esattamente come non vi aderiscono l'Iraq e l'Afganistan, e sarebbero quindi coinvolti dalle nuove misure di sicurezza proposte da Frattini.


L'eccessiva facilità con cui si può raggiungere una delle nostre spiaggie è certamente un problema reale ma è anche un problema può essere risolto solo fornendo alle forze dell'ordine le risorse necessarie al controllo delle frontiere e del territorio. Ciò che ci impedisce di farlo non è la legislazione europea, con cui se la prende Frattini, ma l'interesse economico della mafia, 'ndrangheta e camorra che dalle nostre frontiere colabrodo, e dal relativo contrabbando di armi, droga e persone, traggono una parte consistente dei loro guadagni.


Se Frattini volesse veramente rendere più sicura la Comunità Europea dovrebbe iniziare lottando contro la mafia, la 'ndrangheta e la camorra.


Neo-Lingua

La seconda proposta di Frattini è più interessante. Tocca direttamente un nervo scoperto della comunità che vive su Internet e che rappresenta ormai il vero cuore pulsante della vita sociale e politica del paese. Tocca il nervo scoperto del diritto alla libera espressione delle proprie idee (articolo 21 della Costituzione Italiana) e del diritto alla riservatezza delle comunicazioni (Articolo 15). Princìpi, questi, fatti propri anche dalla stessa Comunità nella Costituzione Europea.


Si può veramente pensare che basti censurare una parte dei siti web raggiungibili dall'Italia o dalla Comunità Europea per impedire agli aspiranti terroristi di studiare come costruire bombe, armi chimiche e biologiche? Si può veramente pensare che basti eliminare dal vocabolario le parole cariche di significato pericoloso e negativo per costruire un Mondo Migliore, come ipotizzava il Grande Fratello di George Orwell? La conquista della Pace passa dunque attraverso l'imposizione della NeoLingua?


Ovviamente no.


Per capire perchè la censura sul web è sostanzialmente inefficace, potete fare questo piccolo esperimento.


  1. Scaricate questa immagine: penguins.jpg . Come potete vedere, si tratta di un wallpaper (uno sfondo del desktop) per Linux, come se ne trovano a migliaia sul web. Salvatela da qualche parte.

  2. Aprite una finestra di terminale nella directory dove avete salvato la vostra immagine (OK, se non avete capito cosa ho appena detto vuol dire che usate Windows. In questo caso, siete al di là di ogni speranza di recupero...).

  3. Digitate questo comando: steghide extract -sf penguins.jpg .

  4. Steghide vi chiederà una password. Digitate “frattini”.

  5. Steghide estrarrà qualcosa dalla immagine e la depositerà in un file chiamato “h-bomb.txt” nella directory corrente.

  6. Come potete vedere, il file “h-bomb.txt” contiene un frammento di testo che spiega come costruire una bomba H. Potete trovare il testo completo qui: http://www.totse.com/en/bad_ideas/ka_fucking_boom/hbomb.html . C'è una intera raccolta di manuali simili qui: http://www.totse.com/en/bad_ideas/ka_fucking_boom/index.html .


Nascondere informazioni in file apparentemente innocui, che possono essere pubblicati senza nessun rischio su flickr o su YouTube, è semplicissimo. Scoprire questi file è invece quasi impossibile. Lo potere vedere voi stessi studiando questi siti:


http://cocchiar.web.cs.unibo.it/steg/intro.html

http://digitalphotography.weblogsinc.com/2005/07/29/steganography-with-flickr/

http://www.outguess.org/


Ogni tentativo di censurare questo tipo di “pubblicazioni” è quindi destinato a fallire.


Anche senza ricorrere alla Steganografia, basta fare uso di un normale programma di cifratura per la posta elettronica, come GPG, Enigmail e Thunderbird, per potersi scambiare informazioni di questo tipo in tutta sicurezza. In altri termini, questo tipo di censura può forse fermare il ragazzino curioso, il giornalista (solitamente piuttosto disarmato di fronte ad un PC) od un docente delle superiori.


Nessun terrorista e, più in generale, nessun laureato in una qualunque disciplina scientifica può essere fermato da misure di questo tipo. Trovare e scambiarsi le informazioni necessarie per costruire armi convenzionali, armi chimiche e armi biologiche è banale per tutti coloro che hanno fatto studi di carattere ingegneristico, chimico, farmaceutico, fisico e biologico. Non occorre il web e, in molti casi, non è nemmeno necessario consultare un libro specialistico.


Questo dovrebbe essere un fatto ovvio: se un ingegnere od un perito meccanico deve essere in grado di costruire un motore, sarà sicuramente in grado di costruire anche un mitra. Se un chimico od un farmacista deve essere in grado di produrre l'aspirina, sarà sicuramente in grado di produrre anche un gas nervino. Se un biologo deve essere in grado di trattare batteri e virus, sarà sicuramente in grado di trattare anche l'antrace. I laureati in materie tecniche e scientifiche non sono una rarità né tra gli europei né tra altre popolazioni, tanto è vero che molti di loro non trovano una collocazione adeguata sul mercato del lavoro. Non è certo la conoscenza che manca ai terroristi. Semmai, sono le materie prime e la strumentazione a rappresentare un problema. Su di esse, per fortuna, è piuttosto semplice mettere in atto dei controlli adeguati. Se non ci credete, provate a comprare un po' di “materie prime” in farmacia o qualche candelotto di dinamite in ferramenta.


Cosa vogliamo fare, allora? Imporre il porto d'armi per tutte le lauree scientifiche e tecnologiche? Vogliamo mettere il bavaglio a tutti i laureati del pianeta? Davvero siamo convinti che queste misure possano creare ai terroristi dei problemi maggiori di quanti ne creerebbero a noi stessi?


Fantasmi del passato

Le misure di “sicurezza” che Frattini si ostina a proporre hanno due soli effetti pratici:

  1. Rendono la vita inutilmente difficile alle persone oneste (e solo ad esse).

  2. Forniscono a chi detiene (anche temporaneamente) il potere gli strumenti necessari per perseguitare gli avversari politici.


Se venissero approvate, le misure di “sicurezza” proposte da Frattini fornirebbero ad un possibile Governo poco democratico o a particolari gruppi degli apparati dello Stato gli strumenti necessari per perseguitare gli avversari politici e tramandare ad infinito il proprio potere. Se qualcuno pensa che tutto questo sia una manna il consiglio è di leggere “Un ebreo nel Fascismo” di Luigi Preti o di vedere la sua trasposizione cinematografica, nota come “L'ebreo fascista”. Potrebbe imparare qualcosa sulla opportunità di garantire a tutti, anche agli avversari , quei diritti sui quali vuole poter contare per se stesso.


Francamente, la presenza di una persona come Franco Frattini in una posizione di potere, come quella di Commissario Europeo per la Sicurezza, rappresenta una evidente minaccia per la Democrazia, per la Libertà e per la Sicurezza Personale dei cittadini europei. Lo dimostrano le proposte antidemocratiche e liberticide che questo Commissario si ostina a presentare nonostante la ferma opposizione di tutti i suoi colleghi.


A questo punto, come “Associazione di promozione sociale Partito Pirata” e come “Popolo della Rete”, siamo costretti a prendere una posizione chiara: Franco Frattini deve essere allontanato dalle leve del potere e deve essere sostituito da qualcuno più attento alla Sicurezza di tutti i cittadini europei. Non si può certo dire che Frattini possa ancora vantare la fiducia dei suoi compatrioti e meno che mai quella dei suoi colleghi. Si tratta chiaramente di un residuato politico appartenente ad un periodo storico ormai concluso. Come tale, è tempo che venga allontanato dalla cronaca ed entri a far parte della storia.

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