
Ora è tutto più chiaro...
Per alcuni forse lo era anche prima, tuttavia le parole pronunciate qualche giorno fa dal vice presidente del PdL al senato a mio avviso danno una dimensione giusta e chiara del “perché” in questio mesi si siano perpetrati così tanti attacchi alla libertà d'informazione in rete.
Ecco quello che ha detto:
“Non c’è dubbio che dei problemi per la libertà di stampa ci sono, ma [...] questa libertà, a volte, diventa eccessiva per la salvaguardia dei diritti primari della persona. Penso soprattutto a quella informazione che è difficilissima da controllare, che va sulle reti attraverso Internet. Ecco, io di questo mi preoccuperei.”
Quindi desumiamo che certe leggi sono fatte con lo specifico scopo di “controllare” quello che viene detto in rete, non per regolamentare (cosa, non si capisce).
E perché mai ci si preoccupa di controllare l'informazione in rete?
Perché si ritiene che ci sia “troppa libertà”?
Prima di tutto, quando mai la libertà è “troppa”?
Cosa sono i “diritti primari della persona”? Quelli di far sapere di sé stessi solo quello che si vuole?
Non ci sono leggi che puniscono la diffamazione? Certamente!
Non è possibile difendersi in altro modo? Sì e lo dimostrano, tristemente, le querele milionarie fatte per delle semplici domande.
E quindi dov'è questa troppa libertà?
Queste parole sono o no piuttosto antitetiche rispetto all'articolo 21 della nostra Costituzione?
Internet è un mare grande, immenso, lo sappiamo. Attenzione perché quello che si vuole affermare con certe leggi non è tanto il diritto a non essere diffamati, che esiste, quanto il diritto a negare la libertà di parola per tutti. A condizionarla, a reprimerla.
Costringere qualsiasi blog a diventare testata giornalistica, con tutto ciò che ne consegue in costi e oneri, vuol dire semplicemente negare la facoltà di libera espressione in rete di ogni cittadino.
Abbiamo avuto una fresca dimostrazione di quanto in Italia non ci sia “troppa libertà” di informazione, visto che i tg principali non hanno fatto accenno a una manifestazione di piazza dove hanno partecipato 300mila persone. Se fosse davvero una protesta “incomprensibile”, come ha detto uno dei direttori di questi tg, lo avrebbero dovuto mettere in onda più che volentieri, per dimostrare che da parte loro è davvero così.
Vogliono forse togliere la possibilità al popolo italiano di internet di diffondere le notizie che meglio ritiene che vengano diffuse, solo per il fatto che adesso si è liberi di farlo?
A giudicare dalle succitate parole, ci sembra proprio di sì!...
Siamo così liberi che ci vogliono negare il diritto di dire come la pensiamo, tanto la dobbiamo pensare come loro.
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