
Lettera ai Soci
Le elezioni al Parlamento Europeo ci hanno offerto l'opportunità, grazie ad Alessandro Bottoni, segretario della nostra Associazione, che ha accettato di essere candidato, di avere maggior visibilità del solito e questo ha portato ad un insperato aumento di soci che ignoravano la nostra esistenza. Per evitare a questi nuovi soci ricerche forse lunghe e faticose riporto uno scambio di opinioni avvenuto nella nostra mailing list cui non tutti partecipano visto che a volte cose sagge si trovano in theread piuttosto lunghi.
Alle laconiche dichiarazioni di un socio che afferma: Il diritto dell' autore ... di pedalare come gli altri e non di arricchirsi. Il " diritto d' autore " è un concentrato di implicazioni dell'egoismo umano. Perchè qualcuno nel partito pirata vuole sostenere l' esistenza del "diritto d' autore " ? invito a leggere: http://levine.sscnet.ucla.edu/general/intellectual/againstfinal.htm Così ha risposto uno dei soci fondatori della Associazione: Qui siamo tutti a conoscenza delle problematiche connesse al concetto di "proprietà intellettuale". Ma il nostro problema è che vogliamo incidere sulla realtà e in particolare cancellare le storture dell'attuale sistema di gestione di questi "monopoli", come giustamente vengono considerati da te e dagli estensori dell'articolo. In questa guerra esistono autori, come per esempio Gennaro Francione, che hanno una visione proiettata al futuro, ma molti altri non sono pronti a un salto di questo tipo. Noi dobbiamo mostrare a queste persone un modello in cui fruitori e creatori sono vincitori e a diretto contatto l'uno dell'altro e dove i soli perdenti sono la massa di parassiti che sta in mezzo a questi due soggetti. Ma per portare gli autori dalla nostra parte dobbiamo prima dimostrare loro che non hanno alcun bisogno di intermediari come le attuali case editrici e discografiche, che guadagnano sui loro lavori taglieggiando i fruitori e donando agli autori le briciole. Dobbiamo mostrare loro che apparati come la SIAE sono costruiti per derubarli e non per aiutarli. Un inciso: la mia opinione personale, da marxista, è che questa società avrà vita breve e crollerà addosso alle "democrazie occidentali" all'insorgere della prossima inevitabile crisi, insieme al copyright, ai brevetti e compagnia, ma visto che nel frattempo vorrei vivere senza finire in galera per aver fischiettato una canzone in strada, mi sto muovendo. E' inoltre mia opinione che le ingiustizie siano la normalità e non la stortura del sistema capitalistico; quindi non si può pensare di discutere l'esistenza del mercato della "proprietà intellettuale" senza mettere in discussione i principi stessi del capitalismo, ma questi principi non li si discute intorno a un tavolo: è il sistema stesso che, collassando, offre la possibilità di cambiare le carte in tavola. Ma questo non è ne deve essere l'obbiettivo del Partito Pirata, che, agendo all'interno di un sistema come questo, può solo mettere in atto un "palliativo" a questa situazione, creando l'opportunità per un nuovo tipo di mercato, che riesca, sfruttando i meccanismi stessi del capitalismo, a rendere obsoleto il "vecchio" mercato delle "proprietà intellettuali". Oltre a questo, in questa ML ho avuto occasione di vedere molte opinioni e visioni politiche diverse. Il nostro minimo comune denominatore è ciò che è espresso nel programma, che certo non è immodificabile ed eterno, ma secondo me un ottimo spunto. Ti ho espresso la mia visione unicamente per farti capire che io non penso che il PP possa divenire la panacea per tutti i mali del mondo, ma che debba limitarsi a completare, e bene, quello che è il suo programma. Per molti questo è un obbiettivo, per altri un punto di partenza. Ma finché non si arriva al completamento di questo programma e al perseguimento degli obbiettivi espressi, le discussioni sui massimi sistemi non porteranno da nessuna parte. E per farlo è necessario che gli attori principali del gioco siano con noi. Se gli autori sono con noi vinceremo, altrimenti siamo destinati alla sconfitta. Marco Confalonieri Questa è effettivamente la posizione raggiunta tentando un'ultima mediazione fra posizioni di tolleranza e di rifiuto di diritti spesso contrapposti. Per quanto riguarda la politica più in generale e che non possiamo ignorare ci atteniamo semplicemente alla dichiarazione dei "Diritti Universali dell'Uomo" dell'O.N.U. coscienti che molto spesso, anche dai Governi occidentali, essa viene ignorata. Athos Gualazzi (presidente)
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