
Legal bay, ma quale contrapposizione?
Dopo aver letto con curiosità che la SIAE si vuole mettere a distribuire musica gratuitamente e legalmente, il pensiero va non solo alle piattaforme come Jamendo che lo fanno da tempo, ma anche a tutti quei gruppi che propongono il download gratuito del singolo del loro album sul sito, oppure addirittura un secondo album bonus se acquistato il primo. Guardandoci un po' intorno, non possiamo che essere d'accordo con l'avvocato Scorza che, a quello che è dato di capire finora, è ravvisabile una questione di trust nella concentrazione di servizi da parte di chi fa altro che distribuire musica.
La questione che riguarda il PP però risiede nelle parole di qualcuno che commenta, e sinceramente mi auguro che non sia il vero pensiero della SIAE, che ciò è fatto come una “risposta al movimento 'piratesco' che si sta formando in tutta Europa” per la “proliferazione dei 'Partiti Pirata' in tutto il continente”.
Questa visione a mio avviso è una bizzarra inquadratura distorta della realtà presente, perché chi segue il movimento dei Partiti pirata (PP) in Europa, sa che il PP svedese ha ben poco o nulla a che fare con The pirate bay (TPB), se non che le persone si conoscono tra loro. Il PP svedese non è certo il “braccio legale” di TPB. Tanto meno quindi i vari PP in Europa non hanno proprio nulla a che spartire con chi scarica illegalmente musica protetta da diritto d'autore. Il pensiero che Legal bay (LB) possa essere una risposta “legale” alla proliferazione di associazioni PP, configge evidentemente col fatto che esse sono LEGALI e che come noi LEGALMENTE chiedono la riforma del diritto d'autore. Nessuna contrapposizione legale-illegale tre LB e i PP.
Il PP italiano non è certo un'associazione a delinquere fatta da persone che vogliono scaricare illegalmente, basta leggere il manifesto e tutti gli articoli scritti. Noi ci battiamo per altro, e questo fatto non può essere cambiato dalle opinioni. Forse da anche fastidio l'idea che ci sia qualcuno che vuole cambiare le cose in senso opposto e far capire alla società civile come la direzione presa finora dai detentori del diritto vada contro gli stessi interessi culturali e artistici che dicono di voler difendere. Forse fa pure paura questo inaspettato arrivo in Parlamento Europeo, chissà.
Il PP italiano, lo si ribadisca a gran voce, vuole la riforma del diritto d'autore e non appoggia e non propugna e non copre lo scambio illegale di file protetti da diritto d'autore. Se qualcuno vuole farvi credere il contrario, prima di ridergli in faccia dategli il link al nostro sito e invitatelo a leggere quali sono i nostri intenti, e a confrontarsi con noi.
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