
Le major non demordono
Cercando di imitare la lunga tradizione d'oltreoceano iniziata dalla RIAA di trascinare in tribunale bambini, invalidi e anziani e, in generale, gli indifesi, l'associazione spagnola Promusicae, che raggruppa i soliti noti come Sony, Universal, Warner e EMI, ha deciso di chiedere 18 milioni di dollari di danni per "concorrenza sleale" al programmatore Pablo Soto, colpevole, a quanto pare, di voler fare il suo mestiere. In particolare, avrebbe creato un programma per l'utilizzo di reti peer-to-peer. Il presidente della Promusicae Antonio Guisasola, ignorando bellamente che un programma, come un coltello, può avere usi differenti, ritiene, che tale programma serva unicamente per danneggiare i suoi soci. L'idea di prendere di mira Soto, un piccolo imprenditore, privo degli ingenti mezzi a disposizione della Promusicae, si inserisce perfettamente nella strategia "colpiscine uno per educarne cento" che le associazioni delle case discografiche stanno portando avanti. *Ognuno porta avanti le proprie battaglie come preferisce, tuttavia ben difficilmente rimarremo impressionati dalle campagne pseudo moralizzatrici di chi usa simili mezzucci. *
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