
Il partito pirata che vorrei
Pubblico su richiesta dell'ottimo Athos, un post del mio blog privato, che sembra aver suscitato l'interesse di molti. Diciamo che può essere anche il mio modo di presentarmi al gruppo di PP.
E’ da molto tempo che rifletto sul fatto che vorrei tanto potermi riaffacciare alla politica in un partito nel quale mi possa riconoscere, e, come in una letterina di natale, chiedo cosa vorrei, e cosa non vorrei.
Vorrei un partito che abbandonasse i vecchi schemi, che non fosse nè di sinistra nè di destra, ma che si avvicinasse solamente agli ideali di libertà, di informazione, di condivisione e di “ottimizzazione” (lo dico da informatico quale sono). Uscire completamente dalla logica dei partiti, che siano amici o nemici.
Vorrei un partito che smettesse di fare politica contro “qualcuno”, ma pro “qualcosa”, che inquadri le soluzioni, non nell’ottica che possano essere viste di destra o di sinistra, ma che siano soluzioni reali. Lasciamo ai “vecchi” la “vecchia politica”, ormai morta da tempo.
Vorrei un partito che non fosse in subordine ad un altro, ma indipendente, il che però non esclude che possa fare alleanze, e non per fare coalizioni, ma solo a fronte di una completa condivisione degli ideali e degli obbiettivi. Basta con la politica dell’ammucchiata.
Vorrei un partito che non presenti un programma legato solo alle libertà digitali, anche se cavallo di battaglia, ma che presenti un programma completo su tutti i temi. E per programma vorrei qualcosa che non sia solo l’antitesi degli avversari, ma proposte reali e concrete, ispirate dai valori che mi contraddistinguno, ed in primis la libertà.
Vorrei un partito che non faccia la politica dei battibecchi (Berlusconi – Franceschini) ma una politica seria basata sull’apertura e condivisione delle idee, ma al tempo stesso ferma sui valori imprescindibili, e che preferisca discutere le proposte ai battibecchi.
Vorrei che i temi a me cari, non fossero strumentalizzati e bistrattati dal partito di turno, identificandoli come loro valori. Il software libero per esempio, non è ne di destra, ne di sinistra… è il software libero, con una sua identità sociale, politica ed economica; volerlo categorizzare necessariamente all’interno di un contesto politico basato su vecchi partiti e vecchi schemi politici, equivale a violentarlo. E ciò vale anche per la “Libertà” che è un valore in assoluto, senza bandiere, e mi fa specie che qualcuno possa pensare di “spacciarlo come proprio” o peggio, metterlo addirittura come nome. Cercare di ingabbiare la libertà in un binario politco, equivale a non conoscerne il vero significato.
Se esiste un partito così, o se qualcuno ha intenzione di farlo SERIAMENTE, e non solo una dichiarazione di intenti e buoni propositi, mi contatti e sarò con lui.
Altrimenti continueremo a produrre lettera morta.
Alexjan Carraturo
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