Il sogno pirata ti aspetta

Il sogno pirata ti aspetta

Cari amici e amiche,

Dieci anni fa un signore svedese di nome Rick Falkvinge decise di fondare un partito politico e di chiamarlo provocatoriamente “Pirata“, giusto per irridere i grandi monopolisti del copyright che equiparano il file-sharing a furti, rapine e altri crimini atroci. Sembrava poco più che una provocazione, e invece quel manipolo di hacktivisti prese il 7% ed entrò di prepotenza in Parlamento, avendo come parole d’ordine trasparenza, diritti civili, libertà di Internet e della conoscenza.
E come spesso accade nell’epoca della globalizzazione, quel Partito venne “clonato” in decine d’altri Paesi nel mondo. Raggiungendo talvolta risultati sorprendenti, ad esempio in Germania o in Repubblica Ceca, nonché al Parlamento Europeo.

In questi giorni, nella piccola e progredita Islanda, il locale Partito Pirata potrebbe ritrovarsi per la prima volta a vincere le elezioni e governare.

E in Italia?

In Italia il Partito Pirata c’è, ma per ora pesa poco. Gli attivisti sono stati attratti da movimenti con maggiore visibilità, salvo poi essere traditi dalla mancanza di reale democrazia.
Ora il successo islandese porterà verosimilmente un po’ di visibilità mediatica al movimento politico. Anche in Italia.

E in Italia, credeteci, di etica pirata c’è un disperato bisogno. Siamo un Paese mediamente corrotto, clientelare, familista, bigotto, autoritario, reazionario, con un’opinione pubblica formata da individui privi di senso civico e in perenne attesa dell’Uomo Forte in grado di risolvere da solo i problemi di tutti. Dopotutto il fascismo l’abbiamo inventato noi.

Di contro, i valori che ispirano i Partiti Pirata nel mondo sono trasparenza, condivisione della conoscenza, redistribuzione della ricchezza, democrazia partecipativa, rispetto dei diritti civili, decentralizzazione. Ci ispiriamo ai movimenti del Software Libero, a chi condivide la conoscenza, a chi ha il coraggio di denunciare i corrotti e i potenti mettendo a rischio la propria stessa esistenza.

Ma per incidere abbiamo bisogno di attivisti!
Finché non raggiungeremo una massa critica potremo fare ben poco.
Per questo vi chiediamo di salire a bordo e (anche solo provare a) darci una mano.

L’Italia non è l’Islanda, ma se lo diventasse sarebbe meglio per tutti.
Freddo a parte, s’intende.

https://iscrivimi.partito-pirata.it/

 

 

 

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