Il Partito Pirata Italiano si finanzia con i bitcoin

Il Partito Pirata Italiano si finanzia con i bitcoin

Pirati e bitcoin, un binomio che troviamo sin dai primi giorni nei quali le criptovalute come i bitcoin si sono presentate al mondo della rete.
I bitcoin hanno i valori pirata: sono digitali, internazionali, peer to peer, liberi, open source.
I Pirati hanno scelto di difendere la libera circolazione tramite la rete, ancor più tramite reti peer to peer. Hanno scelto di difendere le libertà digitali.

L’Assemblea Permanente del Partito Pirata Italiano ha deliberato già dal 2012 la possibilità di utilizzare i bitcoin per il pagamento della quota sociale, e più recentemente si è dotato degli strumenti per convertire i bitcoin nella cosidetta “valuta legale” e viceversa.
Altri Pirati oltre a quelli Italiani hanno abbracciato le criptovalute, ad esempio il Partito Pirata Greco ha attivato un team di minatori di litecoin invitando i Pirati ad unirsi allo sforzo.
I minatori, nel linguaggio delle criptovalute, sono persone che utilizzano la potenza di calcolo dei loro computer per partecipare alle complesse elaborazioni necessarie per far funzionare le criptovalute, e in cambio ricevono un compenso in monete digitali; usando per le criptovalute l’analogia dell’oro, i minatori mettono a disposizione il loro lavoro alla ricerca di qualche preziosa pepita.
Considerato che anche la valutazione delle criptovaluta sta conoscendo un forte incremento, il possesso di tali valute si rivela anche un investimento: i 30 litecoin che il Partito Pirata Greco ha dichiarato di aver ricavato, all’epoca dell’annuncio valevano circa 100 dollari e oggi a distanza di qualche mese valgono 15 volte tanto. E con i bitcoin la crescita nello stesso periodo è stata ancora più impressionante; è un effetto collaterale positivo dei bitcoin, e naturalmente non c’è da parte del Partito Pirata nessun intento speculativo al riguardo.

Anche Rick Falkvinge, lo svedese fondatore del primo Partito Pirata, si è mostrato da subito un convinto sostenitore del futuro dei bitcoin dichiarando a maggio del 2011 di voler investire tutti i suoi risparmi in bitcoin.

Le criptovalute nascono nell’era della rete e non potrebbero esistere senza Internet.
Non hanno bisogno di una banca centrale che li emette, non c’è un governo che ne stabilisca l’esistenza per legge.
Ciò di cui hanno bisogno è una comunità che si accordi per utilizzarla e conseguentemente per dargli valore, e questa comunità per i bitcoin oggi è imponente e in continua crescita.
Gli utenti della rete possono scambiare questa valuta direttamente, in tempo reale, senza confini nazionali e senza la necessità di una banca o di un analogo istituto finanziario, in forma digitale, il che la rende lo strumento più pratico per lo scambio di valore in rete.

Le donazioni al Partito Pirata Italiano possono essere fatte anche in bitcoin, all’indirizzo:
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